Se non le donne, chi? Diritti, welfare e sostegno alla maternità scendono in Piazza del Popolo [VIDEO]

Le donne ritornano in piazza per rivendicare i diritti del mondo femminile, attraverso una nuova manifestazione dal titolo “Se non le donne, chi?”. Si apre una nuova stagione politica, in cui le donne chiedono maggiore possibilità di partecipazione e dignità per portare il Paese lontano dalla crisi, verso il cammino della ripresa economica. Con il nuovo slogan, le donne sono scese in Piazza del Popolo a Roma, sollevando temi molto delicati, tra cui le politiche di welfare e di lavoro e le modalità di rappresentanza, comunicazione e sostegno alla maternità.
Il movimento, dunque, mette in piedi una forte mobilitazione, mandando messaggi al Governo e alle istituzioni, anche grazie a personaggi femminili appartenenti al mondo dello spettacolo e della musica. Tante le persone in piazza, nonostante la pioggia: uomini e donne uniti dalle stesse motivazioni i quali, per l’occasione, hanno indossato magliette con il logo del comitato, sbandierando cartelli rivendicanti diritti fondamentali per le donne.
Presente in piazza anche l’avvocato Giulia Bongiorno la quale, ha dichiarato che è:
indispensabile che si metta al centro dell’attenzione il fatto che il problema delle donne è estremamente urgente, che esiste e bisogna parlarne. Non si dà alle donne l’aiuto nei momenti più difficili durante la gravidanza e nella durante la gestione del lavoro, che deve includere necessariamente quello domestico. Le donne devono ribellarsi riunendosi in piazza. Sulla manovra e i tagli ai costi della politica ha aggiunto: c’è da modificare, nei tempi diversi da quelli previsti, una norma che è stata scritta male, ma non una volontà di non fare i tagli.
Anche la regista Cristina Comencini, impegnata già da febbraio nel movimento sociale “Se non ora, quando?”, è scesa a manifestare, dichiarando quanto segue:
Vogliamo segnare una nuova stagione politica. Con questa manifestazione ci mettiamo simbolicamente al governo del Paese per appianare le disparità di trattamento tra uomini e donne, uguali solo nei sacrifici. Le donne sono il Welfare del Paese”.
Claudia Biella, appartenente al comitato romano, pone l'accento sul delicata questione dell’equiparazione dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini, che considera “un’idea del tutto sbagliata”, in quanto "tre milioni e mezzo di donne non lavorano per assenza di servizi, 800mila devono lasciare il lavoro per gravidanze e licenziamenti, le donne percepiscono il 30% dello stipendio in meno rispetto agli uomini".