La scuola italiana non chiude: è questa la maggiore novità riguardante la scuola contenuta nel nuovo Dpcm appena varato dal governo con le ulteriori misure restrittive per contrastare la seconda ondata dell'emergenza Coronavirus. Al centro del provvedimento, in particolare, le scuole superiori, come già anticipato nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni. Nessuna chiusura ma didattica a distanza integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando – si legge precisamente nella bozza del testo – la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9". Scongiurata dunque la chiusura delle scuole, come già disposto dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, l'obiettivo è continuare a permettere ai ragazzi di seguire le lezioni in classe senza gravare eccessivamente sul trasporto pubblico cittadino.

Misura, questa, che era stata annunciata già nel pomeriggio dalla ministra dei Trasporti Paola de Micheli, intervenuta a Mezz'ora in più su Rai Tre, la quale ha dichiarato che "non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi di trasporto locali, ma l'adozione di altre misure: l'ingresso scaglionato per le scuole superiori, orari differenziati per i lavoratori e un maggior ricorso allo smart working rispetto al 50% attuale". Per quanto riguarda gli spostamenti dei lavoratori, De Micheli ha spiegato che "con le aziende si è concordato un maggior controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa".

"La scuola resta aperta – è stato il commento via Facebook della ministra dell'istruzione, Lucia Azzolina -. Si continua con la didattica in presenza, come chiedevamo. Sono stati salvaguardati i diritti di studentesse e studenti. Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati. Ricordiamo che tali misure, per la scuola, non entreranno in vigore da domani, ma fra qualche giorno, per garantire una migliore organizzazione. Nelle prossime ore il Ministero dell’Istruzione darà indicazioni più specifiche alle scuole e alle famiglie".