Non sembra preoccuparsi troppo il leader turco Recep Tayyip Erdogan delle voci di sdegno che continuano ad arrivare dall'Eruopa, dalle ONG e dalle moltissime associazioni umanitarie che denunciano con forza una Turchia sempre più buia nella gestione del potere e delle libertà. Dopo i numerosi arresti (tra cui anche alcuni parlamentari del partito di opposizione Hdp) ora lo sdegno delle opposizioni al premier turco alza la voce in difesa dei minori.

In questi giorni infatti si discute in Parlamento di una proposta di legge del partito di maggioranza Akp (il partito di cui Erdogan è il massimo esponente oltre che fondatore) che depenalizza la violenza sessuale sui minori nel caso in cui l'atto sessuale sia stato consumato consensualmente aggiungendo la clausola secondo cui l'autore dell'abuso accetti di sposare la sua vittima. La proposta di legge è stata presentata ieri in Parlamento e verrà discussa martedì nonostante le proteste dei partiti di opposizione, i socialdemocratici del Chp e i filo-curdi dell'Hdp che non saranno comunque in aula per solidarietà con i compagni arrestati.

Molte ONG denunciano che con questa legge, in caso di approvazione, si aggraverebbe il diffuso fenomeno delle ‘spose bambine' in Turchia: quasi il 15% dei matrimoni turchi infatti interessano minori e la stragrande maggioranza di questi coinvolge bambine. Di fatto, dicono gli oppositori di Erdogan, con questa legge si propone un'amnistia per tutti coloro che sono coinvolti in casi di stupro minorile. Su Twitter sono migliaia le condivisioni dello slogan "lo stupro non può essere legittimato" e si stanno organizzando cortei in tutto il Paese.

Secondo il Ministro della Giustizia turco Bekir Bozdag la protesta non ha senso perché nasce da una "distorsione di interpretazione della legge": "in molti casi" ha dichiarato il Ministro "quando nasce un figlio da un rapporto tra un adulto e una minore l'ospedale avvisa le forze di Polizia e il padre viene subito incarcerato procurando un grave problema finanziario al nascituro. Questa legge serve per risolvere questo problema".

La tesi governativa però forse è poco convincente in un Paese che negli ultimi mesi sembra forzare sempre di più l'interpretazione delle leggi a proprio vantaggio. E intanto la Turchia diventa sempre più nera. Chissà che ne dice l'Europa.