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Omicidio Saman Abbas

Saman Abbas, il fratello torna in aula: “La madre Nazia usa l’amore filiale per non farlo parlare”

Riprende domani, venerdì 10 novembre, il processo relativo all’omicidio di Saman Abbas a Reggio Emilia. In aula sarà risentito il fratello minore. L’avvocato Barbara Iannuccelli: “La madre Nazia si comporta con il figlio come si comportò con Saman. Utilizza l’amore filiale per convincerlo a non parlare e a fargli dire che sono tutti innocenti”.
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A cura di Ida Artiaco
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Omicidio Saman Abbas

Il processo relativo all'omicidio di Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa tra fine aprile e inizio maggio 2021 e trovata cadavere lo scorso novembre nei pressi di un casolare di Novellara, sta giungendo alle battute finali. Domani, venerdì 10 novembre, è in programma una nuova udienza presso la Corte d'Assise di Reggio Emilia, la quart'ultima prima di quella del 28 novembre quando dovrebbe arrivare la sentenza per i cinque imputati: il padre della ragazza Shabbar, la madre Nazia, ancora latitante, lo zio Danish e i due cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ijaz Ikra.

Le tappe del processo Saman fino alla sentenza

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Domani tornerà in aula il fratello minore di Saman, che all'epoca dei fatti era minorenne, per rispondere alle contro domande dei difensori, insieme al teste della polizia penitenziaria chiamato dalla difesa di Danish e ai periti trascrittori che hanno tradotto tutte le intercettazioni. "Sarà sempre udienza impegnativa che ci avvicina alla sentenza Saman, anche se purtroppo non ho la possibilità di fare previsioni", ha commentato a Fanpage.it l'avvocato Barbara Iannuccelli, difensore di Saqib, il fidanzato della giovane uccisa.

"Sul fratello di Saman – ha ricordato la legale – è arrivata una ordinanza della Corte che ha dichiarato inutilizzabili tutte le sue dichiarazioni precedenti, quando era stato sentito come testimone semplice, perché sono stati ravvisati elementi che lo dovevano porre sin dall'inizio in una forma di concorso nell'omicidio di Saman. Lui adesso ha parlato non come testimone, per cui le sue dichiarazioni hanno un peso specifico diverso, potremmo dire inferiore, ma se ci sono riscontri oggettivi valgono ugualmente".

Le dichiarazioni del fratello di Saman e "i riscontri oggettivi"

Saman Abbas e la madre
Saman Abbas e la madre

Secondo Iannuccelli, il primo riscontro oggettivo che "esula dall'intero contesto familiare, sono le recentissime intimidazioni che il ragazzo ha ricevuto dal Pakistan. La logica impone di pensare che se non avesse avuto nulla di importante di dire non sarebbe stato necessario arrivare a tanto. Questo tipo di pressione è come se avesse confermato la veridicità dei suoi racconti".

A inizio settembre, infatti, il fratello di Saman ha parlato con una psicologa che a sua volta ha fatto scattare l'allarme in Procura perché "era agitato". Così, ha spiegato Iannuccelli, "sono stati scaricati tutti i messaggi su WhatsApp e Instagram che aveva ricevuto anche attraverso una tale Maria Cugina, che è il nome con cui era rubricato un numero, attraverso il quale però parlava la madre. Tutti questi messaggi sono stati inseriti in una relazione, sono stati trascritti e tradotti, e alla udienza precedente sono stati acquisiti entrando a far parte del fascicolo del dibattimento. A mio avviso rappresentano anche una prova importante su quanto di importante il ragazzo avesse da dire".

Le pressioni di Nazia sul figlio per convincerlo a non parlare

I genitori di Saman all'aeroporto di Malpensa il giorno dopo la scomparsa
I genitori di Saman all'aeroporto di Malpensa il giorno dopo la scomparsa

Ritorna così la figura della madre di Saman, che, dopo essere volata in Pakistan insieme al marito subito dopo la scomparsa della figlia, si è resa irreperibile. Ma, secondo l'avvocato Iannuccelli, appare chiara una cosa: "Ancora una volta Nazia si comporta con il figlio come si comportò con Saman. Ricordiamo che Saman tornò a casa quel maledetto 20 aprile per riprendere i documenti ma non fece una toccata e fuga. Ci è rimasta 10 giorni prima di essere uccisa, e tutto grazie alla grande capacità di convincimento che ha avuto la madre nei suoi confronti. Ti faremo fare quello che vorrai se torni a casa, le diceva. Allo stesso modo, utilizza l'amore filiale anche nei confronti del figlio maschio per convincerlo a non parlare e a fargli dire che sono tutti innocenti".

Nazia resta così in tutta la vicenda una "figura centralissima. Il ragazzo ha risposto sulla mamma dicendo che nella loro cultura le donne non sono niente, ha fatto solo quello che il padre le ha detto di fare. Ha sminuito tantissimo. La cosa che mi è rimasta impressa è che quando sono cominciate le domande su Nazia in aula lui non ha risposto subito, ha avuto lunghi silenzi e moti di commozione. Eppure, ha detto che Saman è stata presa dai due cugini e dallo zio mentre i genitori guardavano. Quindi non l'ha esclusa dalla scena del crimine", ha concluso Iannuccelli.

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