Trentacinque migranti di nazionalità somala sono stati tratti in salvo a largo della costa salentina: erano stati gettati nell'acqua gelida dagli scafisti e purtroppo una di loro, una giovane donna, è morta. Il suo corpo è stato recuperato questa mattina sugli scogli di Marina di Felloniche (Patù), con il velo incastrato sub uno scoglio: la vittima una ragazza dall'età apparente di trent'anni, la cui salma è stata benedetta dal vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli.  All'appello mancherebbe ancora una donna, mentre un’altra delle tre in un primo momento data per dispersa è stata tratta in salvo dai militari della Guardia costiera a Novaglie.

Le ricerche della donna dispersa sono condotte da due motovedette della Capitaneria di porto, oltre che da un’unità navale e un elicottero della guardia di finanza e dal Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco. La zona di perlustrazione è assai ampia. Lo sbarco desta non poca preoccupazione tra le autorità: la zona del Salento infatti da tempo non veniva scelta dai migranti come punto di attracco, dal momento che negli ultimi mesi è stata scelta prevalentemente la Grecia. L’allarme è stato lanciato intorno all’una di notte e le forze dell’ordine hanno avviato i controlli nelle aree segnalate, individuando tre diversi gruppi di immigrati. Stando a quanto emerso i profughi avrebbero attraversato il Mar Adriatico a bordo di un gommone, che si è avvicinato a terra in tre diverse zone del Capo di Leuca. Molti migranti sono stati trovati in stato di ipotermia, a causa del freddo della notte e del fatto che sono stati gettati in mare: sette di loro sono ricoverati e non versano in gravi condizioni, mentre 28 sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto.