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“Rovinato”, Martino Benzi aveva avuto la cartella del Fisco prima di uccidere moglie, figlio e suocera

Prima di compiere una strage ad Alessandria, dove ha ucciso moglie, figlio e suocera, il 66enne Martino Benzi aveva ricevuto delle cartelle esattoriali per decine di migliaia di euro per Iva non versata. Nel biglietto di addio aveva scritto: “Io rovinato, non c’è scampo”.
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A cura di Antonio Palma
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"Sono rovinato, non c'è via scampo. La colpa è soltanto mia", così aveva scritto in un biglietto il 66enne Martino Benzi prima di fare una strage ad Alessandria dove ha ucciso moglie, figlio e suocera nel settembre scorso prima di togliersi la vita. Un messaggio col quale l’uomo, oltre al delitto, aveva confessato le sue preoccupazioni per i problemi economici che lo attanagliavano, Problemi economici che, secondo quanto accertato ora dagli inquirenti, erano in gran parte dovuti a debiti col Fisco.

L’ingegnere di Alessandria infatti aveva da poco ricevuto delle cartelle esattoriali per decine di migliaia di euro quando ha ucciso a coltellate in casa la moglie Monica Berta di 55 anni e il figlio Matteo di 17 anni, raggiungendo poi l'anziana suocera nell'istituto in cui risiedeva, ammazzando anche lei. Secondo quanto riporta Repubblica, Martino Benzi doveva al fisco oltre 50mila euro per una cartella esattoriale di 30mila euro mai pagata e lievitata ancora di più.

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Un debito enorme che lo aveva convinto di non avere più nessuna possibilità, aggravando il suo stato depressivo. Martino Benzi infatti era un libero professionista, titolare di uno studio di consulenza informatica e di progettazione e realizzazione di siti web.

In quel bigliettino, appoggiato sul tavolo della cucina prima di compiere la strage e togliersi la vita, gli inquirenti avevano capito che poteva esserci il movente della strage che ha distrutto una intera famiglia e sconvolto una comunità. Le indagini su conti correnti e società hanno confermato i sospetti.

Nonostante le difficoltà economiche, però, Martino Benzi pare non avesse confessato a nessuno dei suoi timori o almeno non nei termini in cui potessero fare sospettare quanto accaduto. Al fratello aveva rivelato il precedente debito di 30mila euro con l’Agenzia delle Entrate per Iva non versata ma aveva detto che era riuscito ad ottenere una rateizzazione e stava pagando regolarmente.

"Diceva di non avere problemi economici, ad agosto mi aveva chiesto un prestito di 2mila euro, parliamo di una cifra modesta e quando si è liberi professionisti come lo era lui, è sufficiente che due clienti ritardino il pagamento che ci si ritrova in difficoltà” ha spiegato il fratello che, nonostante quella cartella esattoriale, non riesce a spiegare coi problemi economici quanto accaduto il 27 settembre scorso.

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