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Risolto il cold case del tabaccaio di Pinerolo, killer arrestati dopo 14 anni: è stata una rapina finita male

I Carabinieri scrivono la parola fine al cold case del tabaccaio di Pinerolo (Torino) Giovanni Bruno. L’uomo è stato ucciso con cinque colpi di pistola durante un tentativo di rapina.
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Il 4 giugno 2013 Giovanni Bruno, 45 anni, venne ucciso a colpi d'arma da fuoco all'interno del suo bar tabacchi di Pinerolo, nel Torinese. I killer esplosero contro di lui ben cinque colpi di pistola, per poi scappare a bordo di una Peugeot grigia lasciando nella cassa del locale 4 mila euro. Per 14 anni degli assassini si sono perse le tracce, oggi però i Carabinieri li hanno identificati e arrestati, scrivendo così la parola fine a uno dei cold case più noti di Pinerolo.

Come confermano fonti investigative a Fanpage.it, si è trattata di una rapina finita male. Pochi mesi prima Bruno aveva subìto un'altra rapina, e la notte dell'omicidio avrebbe provato a difendere il suo lavoro dalle pretese degli uomini che poi lo hanno ucciso.

Il movente dietro l'omicidio e gli arresti

I soldi abbandonati sul posto e il numero di colpi esplosi contro Giovanni Bruno hanno da subito alimentato teorie e supposizioni relative al movente. Oggi, a 14 anni di distanza dal delitto, i carabinieri scrivono l parola fine sgomberando il campo dalle illazioni. Il 4 giugno 2013 l'uomo subì una rapina da parte di tre malviventi, uno dei quali gli esplose contro cinque colpi di pistola, uccidendolo.

Dopo 14 anni di distanza dal delitto sono stati tutti identificati. Uno dei quali è deceduto otto anni fa, mentre per gli altri due sono scattate le manette. Il primo dei due arrestati è un 79enne di origine sarda, noto alle forze dell’ordine, fermato il 27 luglio scorso e condotto alla casa circondariale Lorusso e Cutugno. Stessa sorte per il complice, 53enne torinese, anch’egli noto alle forze dell’ordine, sorpreso e arrestato il giorno successivo, 28  luglio; anche per lui si sono aperte le porte del carcere.

Cosa è successo la notte dell'omicidio

La sera dell'omicidio Giovanni Bruno si trovava come sempre nel suo bar tabacchi di Pinerolo. Come raccontato successivamente da alcuni testimoni, due uomini con passamontagna sono stati visti entrare nel locale, per poi fuggire poco dopo a bordo di un'auto parcheggiata poco distante. L'auto è stata poi abbandonata in una zona poco distante dal luogo del delitto.

Nel bar, l'uomo si sarebbe opposto al tentativo di rapina. Il killer ha quindi preso la pistola calibro 22 che aveva con sé esplodendo diversi colpi contro il tabaccaio 45enne, togliendoli la vita sul posto. A nulla servì l'intervento del 118.

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