Rischiò di perdere un braccio in guerra: salvo perché i medici glielo cucirono allo stomaco
Lui si chiama John James Chalmers, è un ex caporale dell'esercito britannico e – prendendo parte alla guerra in Afghanistan – è rimasto vittima di un tremendo attentato gli ha fatto perdere un braccio: era il 2011 e il soldato si trovava insieme al suo battaglione in un villaggio della provincia di Helmand, quando un'esplosione gli ha dilaniato un arto, facendo perdere la vita a due suoi commilitoni. John ha perso i sensi e si è risvegliato ore dopo in un ospedale da campo, dal quale è stato poi imbarcato su un volo destinato al Regno Unito. Il militare è quindi stato ricoverato a Birmingham e, circondato dai suoi parenti, ha iniziato la sua battaglia per riacquistare l'uso del braccio, che la bomba aveva in gran parte staccato. Il caporale ha intrapreso una serie di 30 interventi chirurgici finché, a un certo punto, i medici hanno deciso che era necessario mantenerlo attaccato al corpo. Come fare? Semplice, cucendolo all'addome: "La mia pelle è diventata l'imbracatura per il braccio", ha raccontato il militare, sorridendo.
E ha ragione da vendere a sorridere. A tre anni dall'infortunio John ha riacquistato l'uso dell'arto e si appresta a partecipare ai giochi Invictus, una sorta di "Olimpiadi dei reduci di guerra". L'ex caporale prenderà il via alla competizione ciclistica – dove punta a un buon risultato – e successivamente giocherà anche a pallavolo. "Per noi è molto più di un divertimento: è l'occasione per dimostrare che siamo ancora uomini normali, capaci di metterci alla prova in discipline durissime".