La patente non gli arriva per carenza di personale alla Motorizzazione, corriere di Mestre rischia il licenziamento

Si chiama Denis V., vive alla Gazzera e da una decina d’anni fa il corriere. Un lavoro che per lui significa camion, consegne quotidiane e stipendio a fine mese. Da qualche settimana, però, tutto è appeso a un pezzo di carta che non arriva: la nuova patente.
La storia inizia il 20 maggio, quando Denis si presenta all’autoscuola per il rinnovo con declassamento. Visita medica superata, documenti completi, e in mano un permesso provvisorio di 30 giorni. "Pensavo bastassero e avanzassero", racconta al Gazzettino. Invece le settimane sono passate, il foglio sostitutivo è scaduto venerdì scorso e della nuova patente ancora nessuna traccia.
Il datore di lavoro gli ha concesso due giorni di ferie per provare a risolvere la questione. Ma se non arriverà una soluzione rapida, già da domani potrebbe scattare la sospensione dal lavoro. "Non posso permettermi di stare fermo", dice Denis con la voce di chi sa che le bollette non aspettano. "Ora mi muovo in bicicletta, e per andare in motorizzazione devo farmi accompagnare. Altrimenti rischio anche la multa".
Secondo quanto riferito dall’autoscuola e dallo stesso corriere, il nodo starebbe tutto nella Motorizzazione Civile di Mestre: mancanza di personale formato, un dirigente assente, sostituto ancora in formazione, pensionamenti e ferie estive che hanno ridotto ulteriormente la capacità di smaltire le pratiche.
Una situazione che non è poi nuova.
Già in passato le autoscuole del territorio hanno denunciato ritardi cronici dovuti alla carenza d’organico, con code e arretrati che si accumulano soprattutto nei periodi di maggiore pressione. Denis ha inviato decine di mail, fatto telefonate su telefonate, contattato persino i carabinieri (che però gli hanno spiegato di non poter intervenire). Il permesso provvisorio rinnovato? Negato.
"All’inizio ci avevano parlato di rallentamenti nazionali partiti da Roma, poi di problemi con le Poste, infine è arrivata la versione della carenza di personale a Mestre", spiega il corriere. Ora sta valutando di rivolgersi a un avvocato e di fare ricorso se la situazione non si sblocca.
E Denis, per ora, aspetta. E, inesorabilmente, pedala. Sperando che qualcuno si accorga che la sua non è solo una pratica in più da evadere, ma riguarda il sostentamento di una famiglia.