
La storia è già successa altrove, quindi guardiamola con attenzione. È il 5 luglio del 2024, due anni fa, quando il Regno Unito va al voto. I Laburisti, la sinistra, prendono il 33%. Niente di esaltante, un voto su tre. Ma sul fronte opposto esplode un partito a destra dei conservatori, Reform Uk. È guidato dal vecchio leone della Brexit Nigel Farage, ma soprattutto da un agita-popolo neofascista che si chiama Tommy Robinson, che Wikipedia definisce non a torto “politico e criminale britannico”, condannato per risse, frodi e altre amenità. Comunque, dicevamo: i Tories prendono il 22% e Reform Uk quasi il 15%. Non si fossero divisi avrebbe vinto la destra, ma in virtù della legge elettorale britannica, a trionfare è la sinistra. Keir Starmer, leader dei laburisti, diventa primo ministro. Dissolvenza in nero, titoli di coda.
Chiudiamo gli occhi e riapriamoli oggi, estate 2026, due anni dopo. Laburisti e Tories arrancano al 19% mentre Reform Uk è al 27%. Si votasse oggi, Farage e Robinson andrebbero al governo del Regno Unito, sospinti dal malcontento per la crisi economica e dall’odio xenofobo che attraversa il Paese, che si manifesta cicliche rivolte anti-migranti che assomigliano a veri propri pogrom, l’ultima a Belfast, in Irlanda del Nord, pochi giorni fa.
Morale della favola: chi ieri esultava per l’ascesa di Reform Uk e per l’ascesa di una forza di estrema destra che rompeva il fronte avverso, consentendo alla sinistra di vincere, oggi si ritrova terrorizzato da una destra neofascista con in mano la maggioranza relativa dei voti e concrete possibilità di prendersi il governo, tra un paio d’anni.
Torniamo a noi, che ormai avete capito dove voglio arrivare. A chi esulta a sinistra per l’ascesa di Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. Che guadagna consensi a destra parlando di remigrazioni forzate, di femminicidi che non esistono, e di omosessuali che devono ringraziare il cielo di poter guidare ed essere curati negli ospedali.
Un problema per Meloni e Salvini, che oggi rischiano di perdere le elezioni proprio a causa di Vannacci e della sua opposizione da destra, così come i tories le persero nel Regno Unito nel 2024. Ma che, allo stesso modo, sta spostando sempre più a destra l’asse della politica italiana, legittimando posizioni sempre più estremiste per differenziarsi da Lega e Fratelli d’Italia, e facendo da cavallo di troia per movimenti e leader dichiaratamente neofascisti.
Oggi questa ascesa può far vincere la sinistra, insomma. Ma domani quella sinistra che oggi esulta, domani potrebbe dover fare i conti con un’opposizione a trazione Vannacci che impone la sua agenda al governo stesso, chiamando costantemente alla rivolta contro gli stranieri, sospinta dai soldi e dalla propaganda di Elon Musk e degli altri tecno oligarchi che vogliono spingere sempre più a destra l’Europa.
Non che ci sia molto da fare, per evitare questa china. Per ora, è sufficiente sapere che prima o poi arriva. E che tutta questa malcelata soddisfazione nel vedere Meloni e Salvini in crisi e la destra divisa, rischia di presentare, prima o poi, un conto piuttosto salato.