Regione Sardegna: ai consiglieri 50mila euro come “assegno di reinserimento”

A cura di D. F.
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La vicenda è stata sollevata dall’Unione Sarda: i soldi vanno sia ai consiglieri uscenti che a quelli riconfermati.

Ieri vi abbiamo raccontato la storia di Claudia Lombardo, consigliera Regionale in Sardegna che, malgrado la giovane età (solo 41 anni), gode di un vitalizio di circa 5mila euro al mese, e ciò nonostante una legge del Governo Monti nel 2012 abbia fissato l'età per accedere al "privilegio" a 66 anni. C'è da dire, inoltre, che nel 2011 la Regione Sardegna abolì il vitalizio, ma solo per i futuri consiglieri, quindi non per la giovane Lombardo. Ebbene, non si è ancora spenta l'indignazione per questa vicenda, che un'inchiesta dell'Unione Sarda sulla trasparenza dei vitalizi ha portato in luce un altro a dir poco antipatico privilegio: l'assegno "di reinserimento": ovvero circa 50mila euro che servirebbero ai consiglieri di "riadattarsi" anche fuori dal palazzo, alla vita dei comuni cittadini (che molto spesso non hanno mai visto quella somma).

L'inchiesta del quotidiano ha rivelato l'indennità che viene erogata ai consiglieri al termine del loro mandato quinquennale, ma che viene data non esclusivamente a coloro che si sono ritirati dalla vita di palazzo o son stati trombati ma anche a coloro che sono stati rieletti nello stesso seggio, o indagati o condannati nell'ambito dell'inchiesta per i fondi ai Gruppi. Una sorta di "Trattamento di Fine Rapporto" che non ha mancato di indignare profondamente i cittadini sardi. Il giornale, tuttavia, precisa che "il consigliere versa mensilmente in un apposito fondo una quota della propria indennità lorda", ed al termine del suo incarico riceve un assegno di fine mandato.

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