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Orrore a Macerata, spari contro gli immigrati

Raid razzista a Macerata: Luca Traini verrà sottoposto a una perizia psichiatrica

La Corte d’assise della città marchigiana affiderà l’esame al criminologo Massimo Picozzi il 23 maggio. Dovrà verificare la capacità di intendere e di volere dell’uomo responsabile della sparatoria contro migranti del 3 febbraio scorso, all’indomani dell’omicidio della diciottenne romana Pamela Mastropietro.
A cura di Susanna Picone
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Verrà eseguita una perizia psichiatrica per verificare la capacità d'intendere e di volere di Luca Traini, l’uomo che il 3 febbraio scorso, all’indomani dell’omicidio della diciottenne romana Pamela Mastropietro, sparò contro migranti africani a Macerata. È quanto ha disposto la Corte d'Assise di Macerata che affiderà l'incarico il 23 maggio prossimo allo psichiatra, criminologo e scrittore Massimo Picozzi. È stata invece respinta la richiesta del Procuratore Giovanni Giorgio di affidare una consulenza di parte dell'accusa da contrapporre a quella depositata dalla difesa. Secondo lo psichiatra Giovanni Battista Camerini, incaricato dall'avvocato Giancarlo Giulianelli per conto dell’indagato, Traini sarebbe parzialmente incapace di volere a causa di un  disturbo bipolare della personalità. La Corte ha rigettato anche l'istanza di sequestro conservativo di beni dell'imputato fino al valore di 750.000 euro pretesi come risarcimento danni da una delle vittime, Jennifer Otioto, la giovane nigeriana colpita da un proiettile mentre si trovava vicino alla stazione ferroviaria.

La sparatoria dopo l'omicidio di Pamela – Il giorno della sparatoria Traini, marchigiano di ventotto anni, aprì il fuoco dalla sua auto ferendo sei migranti. L’uomo iniziò a sparare contro le persone di colore che incontrava per strada per “vendicare” Pamela, la ragazza uccisa e abbandonata a pezzi in due valigie. Per il delitto di Pamela sono attualmente in carcere tre nigeriani, uno accusato di omicidio volontario. Luca Traini è invece accusato di strage aggravata dall'odio razziale, di sei tentati omicidi, di porto abusivo d'arma e di danneggiamenti. La difesa respinge la tesi dell'odio razziale: secondo i suoi legali, il ventottenne non avrebbe sparato per xenofobia ma contro persone che secondo lui erano degli spacciatori. “Non sembra, ma Luca Traini è un gigante buono e non è xenofobo – così nei scorsi giorni l’avvocato  Giulianelli – Ha avuto un momento di defaillance a livello psicologico dovuto a un evidente disturbo della personalità”.

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