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Covid 19
13 Ottobre 2020
11:30

“Qui in Olanda se ti metti la mascherina al supermercato te la fanno togliere: siamo preoccupati”

In Olanda da un paio di giorni si rischia di superare la soglia dei settemila contagi. “Non si tracciano i contatti dei positivi e non è necessario un tampone negativo per uscire dall’isolamento”, spiega Laura Volpe, trentenne italiana emigrata sei anni fa ad Amsterdam, dove lavora come organizzatrice di eventi. “Non mi sento sicura qui – dice – Ho pensato di tornare in Italia ma non lo farò”.
A cura di Luisa Santangelo
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Superato il tetto dei seimila casi in un giorno, ma mascherine obbligatorie soltanto all'interno dei mezzi pubblici. Da qualche giorno, chi arriva in Italia dall'Olanda deve fare il tampone o dimostrare di averlo fatto, e di avere ottenuto esito negativo, nelle 72 ore precedenti all'arrivo, perché è uno dei luoghi in Europa in cui il contagio da Covid-19 si diffonde con grande rapidità. Secondo il sito dell'Organizzazione mondiale della Sanità, domenica e lunedì i nuovi contagi sono stati rispettivamente 6493 e 6368. Eppure, "quello che il governo olandese sta facendo non funziona". A parlare con Fanpage.it è Laura Volpe, trentenne di Viareggio che da sei anni vive ad Amsterdam come organizzatrice di eventi.

Negli ultimi dieci giorni, Laura è rimasta in quarantena insieme al suo fidanzato: una coinquilina di lui è stata contagiata dal nuovo coronavirus. "Così ci è stato detto di non uscire per dieci giorni", spiega la giovane. Una durata ridotta rispetto ai 14 giorni a cui eravamo abituati in Italia e che adesso, però, è condivisa anche dal nostro ministero della Salute, dopo le linee guida dell'Oms e il parere del comitato tecnico scientifico. "La cosa che mi sembra strana, però, è che a lei, che era positiva, è stato dato il permesso di uscire dopo poco tempo perché senza sintomi. Senza un ulteriore tampone per verificare o meno la presenza del virus e senza tracciamento dei contatti", prosegue la trentenne.

Secondo le linee guida del governo olandese, il "contact tracing" legato ai positivi al Covid-19 prevede l'isolamento solo per coloro che con i contagiati acclarati condividono la casa. Per i "contatti vicini", cioè coloro con i quali il distanziamento sociale non è stato rispettato per vari motivi, vale il suggerimento di "rimanere in casa il più possibile almeno per dieci giorni". Gli "altri contatti", inclusi colleghi di lavoro o compagni di classe, il servizio sanitario locale si fa carico di informarli.

Il sito del ministero della Salute olandese parla chiaro sull'iter successivo: test soltanto per chi manifesta sintomi. Nel caso di chi esegua un test (per esempio perché deve viaggiare verso un Paese come l'Italia che lo rende obbligatorio) e scopra di essere un positivo asintomatico, nei Paesi Bassi le cose si fanno molto diverse rispetto all'Italia: se dopo 72 ore dalla positività il cittadino continua a essere totalmente asintomatico, può uscire di casa d'accordo con il GGD, il corrispettivo delle nostre aziende sanitarie locali. Nel caso dei sintomatici, invece, sempre secondo quanto riportato sui siti ufficiali del governo, l'isolamento deve durare per almeno sette giorni dopo avere manifestato l'infezione. E può essere interrotto (uscendo o ricevendo visite) dopo più di 24 ore senza sintomi.

"Senza un ulteriore test per certificare l'avvenuta negatività", precisa Laura Volpe. E in effetti, nelle pagine istituzionali che abbiamo consultato non si trovano riferimenti a eventuali necessità di test che affermino la negatività di un paziente che ha smesso di manifestare i sintomi da Covid-19.  "Se si aggiunge questo all'assenza di un tracciamento serio dei contatti –  prosegue Volpe – si capisce che i numeri qui potrebbero essere in realtà molto più alti". Le misure di sicurezza, per la cittadina italiana trapiantata ad Amsterdam, "non sono minimamente sufficienti: la mia ex coinquilina lavorava in un supermercato e voleva mettere la mascherina, le hanno detto di non farlo perché generava soltanto panico. Ho sperato che le cose cambiassero, perché io qui non mi sento sicura".

"Ho pensato tante volte di tornare in Italia, ma non me la sento perché non voglio mettere a rischio le persone accanto a me – aggiunge – Però ho proprio la sensazione che in questo Paese le cose vengano vissute in maniera diversa. Non so se è perché sono italiana e ho visto, anche se a distanza, quello che è successo da noi… Forse sono preoccupata per questo. Ma qui le cose non stanno andando bene e i contagi ufficiali aumentano velocemente". È uno dei motivi per i quali, secondo le indiscrezioni pubblicate da alcuni media olandesi, sembra possibile che nelle prossime ore il governo olandese comunichi nuove misure per il contenimento del contagio.

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