Non rientrano tra le categorie a rischio, quelle che potrebbero sviluppare forme gravi di Covid-19 con maggior probabilità, ma sono ritenuti i maggiori diffusori del contagio. Parliamo dei giovani: siano essi studenti o lavoratori, dopo oltre un anno di restrizioni tutti scalpitano per tornare alla normalità e i prossimi mesi saranno quelli decisivi in tal senso. Ne è ben consapevole la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese, a capo del ministero che in questi 13 mesi di pandemia ha ordinato controlli a tappeto che il più delle volte hanno portato a sanzioni proprio nei confronti dei più giovani: "I ragazzi – ha dichiarato in un'intervista al Messaggero – stanno pagando un prezzo molto alto: in termini di assenza forzata dalle aule di scuola e delle Università, di riduzione degli spazi di socialità e della libertà di viaggiare per motivi di studio e di vacanza. In vista dell’estate, per limitare al massimo il contagio, c’è bisogno di uno sforzo straordinario: ora che è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per l’utilizzo della rete delle farmacie, tra maggio e giugno dovremmo iniziare a vaccinare anche le classi di età dei più giovani che, notoriamente, si spostano e socializzano più delle altre".

Insomma, il secondo trimestre del 2021 sarà decisivo per l'immunizzazione dei più giovani. Tra aprile e giugno – se verranno rispettati gli accordi presi con le case farmaceutiche – in Italia arriveranno 52 milioni di dosi di vaccino. Una volta che la struttura organizzativa voluta dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo sarà entrata a regime l'Italia dovrebbe essere in grado di somministrare mezzo milione di dosi di vaccino al giorno, di conseguenza si potrà procedere molto speditamente. Se il piano vaccinale sarà rispettato l'immunità di gregge al 70% verrà raggiunta intorno alla metà di settembre.

Sondaggio rivela: il 75% dei giovani disposti a vaccinarsi

Determinante, affinché ciò accada, sarà la disponibilità dei giovani a vaccinarsi. Secondo un sondaggio realizzato dal portale studentesco Skuola.net insieme al Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell'Università "Sapienza" di Roma circa il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 30 anni si dichiara a favore del vaccino anti-Covid, dando la propria disponibilità a sottoporsi alla somministrazione. Una volontà convinta alla vaccinazione viene espressa dal 54,6% dei rispondenti; mentre un altro 19,8% dichiara di essere tendenzialmente favorevole (pur manifestando ancora qualche dubbio). Il 10,1%, invece, al momento propende per il ‘no' ma non esclude che, in futuro, potrebbe cambiare idea. E l'8,7% dice di non essersi ancora fatto un'opinione a riguardo. Alla fine, dunque, appena il 6,7% mostra l'assoluta intenzione di non sottoporsi al vaccino.