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Covid 19
10 Marzo 2021
15:57

Quali sono state le principali reazioni avverse ai vaccini Covid in Italia

Stando al secondo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19 di Aifa con dati aggiornati al 24 febbraio, su 4.118.277 dosi somministrate per tutti i vaccini sono arrivate in Italia 30.015 segnalazioni di reazioni avverse. Nel 93,6% dei casi si tratta di effetti collaterali non gravi, febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea.
A cura di Ida Artiaco
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Su 4.118.277 dosi somministrate per tutti i vaccini sono arrivate in Italia 30.015 segnalazioni di reazioni avverse, con un tasso di segnalazione di 729 ogni 100.000 dosi. È quanto emerge dal secondo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19, riguardante i dati registrati nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) fino al 26 febbraio 2021, reso noto dall'Agenzia italiana del Farmaco. Si tratta tuttavia di effetti collaterali non gravi, che sono pari al 93,6% delle segnalazioni. Queste ultime riguardano soprattutto il vaccino Pfizer/BioNTech Comirnaty (96%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%) e il vaccino AstraZeneca (3%). L’età media è di 46 anni coerente con l’età media dei vaccinati, in gran parte operatori sanitari.

Nel rapporto appena pubblicato, l'Aifa rende noto che per tutti e tre i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, nel 93% dei casi. La frequenza cumulativa di segnalazioni non è differente tra prima e seconda dose per i vaccini Pfizer e Moderna, mentre per il vaccino AstraZeneca non vi sono ancora iniezioni di seconde dosi, che sono previste dopo 12 settimane. Gli effetti collaterali sono insorti prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo, nell'87% dei casi. Non sono mancate le reazioni più gravi, per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con le vaccinazioni e che corrispondono al 6,1% del totale, con un tasso di 44 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino e dalla dose somministrata. La stessa Agenzia ha poi specificato, nel comunicato con i dati, che "si ricorda che un ampio numero di segnalazioni non implica una maggiore pericolosità del vaccino, ma è indice dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza". Nel primo rapporto, con i dati raccolti dal 27 dicembre al 26 gennaio 2021, erano pervenute 7.337 segnalazioni di reazioni avverse, di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia e stanchezza, dolori muscolari.

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