Sembrano non esserci dubbi: in Umbria ci sarà un prolungamento della zona rossa, quella che prevede le maggiori restrizioni per la popolazione, a causa della diffusione delle varianti di coronavirus ormai su tutto il territorio. Grazie a uno studio di prevalenza condotto dall'Istituto Superiore di sanità si ha infatti un quadro molto più dettagliato della situazione epidemiologica. In particolare – come riporta una nota della Regione – "sono stati analizzati i primi 77 campioni: 41 di questi hanno un profilo genetico identificabile con la variante brasiliana e 22 con quella inglese". Secondo l'ente "questi dati, da aggiungere a quelli che già avevano confermato l’intuizione del Laboratorio di riferimento regionale, del Nucleo epidemiologico e del Comitato tecnico scientifico, sottolineano che le varianti circolano in maniera diffusa su tutto il territorio regionale". Se i dati forniti dallo studio di prevalenza dell'ISS fossero effettivamente rappresentativi del contagio in Umbria, l’incidenza delle varianti sarebbe ormai superiore all’80 percento (81%, ovvero 63 tamponi su 77 con variante). Ciò dimostrerebbe che nella regione è in corso una sostanziale sostituzione del virus precedente con quelli mutati, in particolare con le varianti inglese e brasiliana.

Umbria, ieri 15 morti. 544 persone ricoverate per Covid

Nella giornata di ieri, giovedì 18 febbraio, in Umbria sono stati rilevati 319 nuovi positivi e 317 guariti. Secondo il bollettino della Regione Umbria e della Protezione Civile sono 8418 (-13 rispetto al 17 febbraio) gli attualmente positivi al Covid-19 mentre sono stati effettuati 3.441 test antigenici e 3.842 tamponi molecolari. Al 18 febbraio sono 554 i ricoverati negli ospedali della regione, di cui 85 (+2 rispetto al 17 febbraio) in terapia intensiva, e 7.864 (-13 rispetto al 17 febbraio) in isolamento contumaciale. Quindici i morti nell'ultima rilevazione disponibile.