Prof cambia sesso e nome, il ministero va in tilt e nega il bonus docente: il caso a Ravenna finisce in tribunale

Prof cambia sesso e nome e per tre anni non riceve più dal Ministero dell'Istruzione la "carta docente". Ora il tribunale di Ravenna ha disposto l'immediato pagamento del bonus per il relativo periodo di interruzione e circa 3mila euro di spese legali.
La storia è stata ricostruita dal Corriere della Sera. L'insegnante, docente in un istituto del Ravennate, aveva presentato richiesta per la "carta docente" per diverse annualità. Ma il Miur aveva rifiutato la domanda.
"Dallo stato matricolare non risulta che abbia prestato servizio negli anni scolastici tra il 2024 e il 2025″, si leggeva nelle motivazioni fornite dal Ministero. Un fatto chiarito dal giudice del Lavoro Roberto Savino.
"Con la sentenza del 2024 (allegata al ricorso), il tribunale di Pescara, su ricorso dell’odierno ricorrente, ha disposto la rettifica del sesso anagrafico da femminile a maschile e il mutamento del nome da femminile a maschile", si legge nella sentenza.
I contratti relativi agli anni scolastici precedenti al 2024 infatti riportavano il nome al femminile, mentre quelli successivi citavano il nome al maschile, e tanto risulta dallo stato matricolare. Il tribunale però ha chiarito che trattandosi della stessa persona "il beneficio richiesto spetta per tutte le annualità".
Inoltre, nella sentenza viene specificato che "nel caso di specie, vengono in rilievo esclusivamente supplenze in virtù di contratti a tempo determinato con scadenza al 30 giugno e non si pongono, quindi, particolari ed ulteriori questioni interpretative".
Il tribunale ha quindi riconosciuto che all'origine della mancata erogazione della "carta docente" per l'insegnante ci sarebbe stata non una disattenzione da parte della persona interessate, che ha seguito tutti i passaggi previsti, ma un errore di tipo burocratico-amministrativo del Ministero. Per questo il docente avrà quanto gli sarebbe spettato.
La Carta del Docente è un bonus statale pari a 383 euro annui riservato agli insegnanti per l'aggiornamento e la formazione professionale. Ne beneficiano sia i docenti di ruolo che i supplenti con contratto.
Per richiederla bisogna accedere al Portale ufficiale Carta del Docente tramite SPID o CIE, dove vengono generati buoni di spesa digitali. L'importo viene accreditato automaticamente sulla piattaforma e può essere utilizzato presso negozi fisici e online accreditati.
La cifra può essere spesa, per esempio, per corsi di aggiornamento e qualificazione, libri e testi utili alla professione, biglietti per musei, cinema, teatri e mostre, strumenti musicali, servizi di trasporto pubblico o anche PC, notebook e tablet (con il limite di un solo dispositivo ogni 4 anni).