Prima di morire Denise Cosco aveva riallacciato rapporti con il padre: si ipotizza istigazione al suicidio

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I magistrati hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, al momento a carico di ignoti, e hanno disposto una consulenza tecnica sullo smartphone e sulla posta elettronica di Denise Cosco per esaminare i messaggi e le conversazioni scambiate con il genitore detenuto, lo ‘ndranghetista Carlo Cosco.

Prima di togliersi la vita il 10 settembre scorso gettandosi dal balcone della casa in cui abitava ad Ariccia, in provincia di Roma, Denise Cosco avrebbe ripreso a parlare con il padre, lo ‘ndranghetista Carlo Cosco, condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio della moglie Lea Garofalo, madre proprio di Denise e testimone di giustizia uccisa il 24 novembre del 2009. A ricostruirlo è il Corriere della Sera, che riporta gli ultimi sviluppi sulle indagini condotte dalla Procura di Velletri: i magistrati hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, al momento a carico di ignoti, e hanno disposto una consulenza tecnica sullo smartphone e sulla posta elettronica della 35enne per esaminare i messaggi e le conversazioni scambiate con il genitore detenuto.

L'ipotesi degli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Carlo Villani, è che l'uomo possa aver esercitato una forte pressione psicologica nei confronti della figlia. Nel corso degli accertamenti è stato ascoltato a lungo anche il compagno della donna, che ha fornito agli investigatori diversi elementi sugli ultimi mesi di vita della 35enne. Gli esiti della perizia informatica sui dispositivi informatici verranno depositati nelle prossime settimane.

Negli ultimi anni Denise Cosco lavorava presso gli uffici del ministero della Giustizia, ma viveva una situazione personale complessa. La donna lottava da tempo contro alcune dipendenze, condizione che aveva spinto il Tribunale per i Minorenni a revocarle la potestà genitoriale sulla figlia di quattro anni, avuta dal compagno e successivamente affidata ai nonni paterni.

Il dramma della morte di Denise Cosco si è consumato il 10 settembre ad Ariccia, vicino a Roma, dove la donna si è lanciata dal balcone della propria abitazione. Denise era la figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia sequestrata e uccisa nel 2009 a Milano dalla ‘ndrangheta. In seguito alla scomparsa della madre, Denise trovò la forza di dissociarsi dal contesto mafioso di provenienza e testimoniò contro il padre e i suoi complici, rivelandosi fondamentale per le loro condanne all'ergastolo.

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