Nadir Rossi arrestato 2 anni dopo la morte della moglie, il padre: “Jessica potrebbe aver preso l’insulina da sola”
"Mio figlio è innocente", non ha dubbi il padre di Nadir Rossi, l'infermiere di 35 anni arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di aver ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara, trentaduenne trovata senza vita in casa sua nel giugno di due anni fa. "Mio figlio mi ha detto che è stata Jessica a scrivere una lettera prima di morire" ha dichiarato l'uomo che sostiene fermamente l'innocenza del figlio, arrivando persino a ipotizzare un suicidio della donna che, secondo l'accusa, invece, è stata uccisa da ripetute iniezioni di insulina che le avevano procurato già pesanti malori che l'avevano portata a un lungo ricovero in ospedale..
"Secondo me Jessica si voleva suicidare perché avrà avuto dei problemi quando è uscito dall'ospedale" ha sostenuto l'uomo ai microfoni della trasmissione tv "La Vita in Diretta" che lo ha raggiunto davanti casa. Proprio nell'abitazione la 32enne, a sua volta infermiera, era stata dopo essere uscita dall'ospedale dove era stata ricoverata per circa un mese a causa di una crisi ipoglicemica.
"Quando è uscita dall'ospedale è venuta qua da me, è venuta a trovarmi la sera. È stata qui un quarto d'ora e poi ha detto ‘Andiamo a casa amore perché non ce la faccio più, sono stanchissima'" ha raccontato il padre di Nadir Rossi, ribadendo: "Io credo sia stata lei stessa a fare questa cosa". Il riferimento è alle iniezioni di insulina che si sono poi rivelate fatali.
Affermazioni che però si scontrano contro le ricostruzioni degli inquirenti secondo i quali il marito somministrava farmaci tranquillanti alla moglie per stordirla prima di iniettarle più volte insulina senza nessun reale motivo medico. A suo carico numerosi indizi come le ricerche online su overdose da insulina prima dei sintomi della moglie o i presunti tentativi di depistaggio. Elementi che hanno spinto la procura a chiederne l'arresto in carcere e ottenere il via libera dal Giudice delle indagini preliminari.
Il trentacinquenne attualmente rimane in carcere dopo che il gip gli ha negato i domiciliari una decisione che ha provocato non poca frustrazione da parte dell'uomo. "Mio figlio è un uomo sincero ed è molto sensibile e spero che in carcere tenga duro e non faccia qualche stupidata" ha aggiunto il genitore ricordando che lo stesso Nadir ha tentato il suicidio dopo l'indagine a suo carico. Un suicidio a cui però gli inquirenti non credono sostenendo che anche questo fosse una messa in scena.