Nadir Rossi resta in carcere: l’ex infermiere accusato dell’omicidio della moglie chiedeva i domiciliari

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Resta in carcere Nadir Ross, l’ex infermiere accusato di aver ucciso due anni fa la moglie Jessica Dalla Chiara per intascare la sua polizza sulla vita e costruirsi una nuova vita al fianco dell’amante. L’uomo aveva chiesto tramite i suoi legali i domiciliari per stare a casa con la figlia di 4 anni. Gli avvocati a Fanpage: “Attendiamo sviluppi”

Non ha risposto alle domande del gip Nadir Rossi, l'ex infermiere accusato di aver ucciso la moglie, Jessica Dalla Chiara, con un'iniezione letale di insulina per intascare la sua polizza sulla vita e vivere liberamente la relazione con l'amante. L'uomo dovrà restare in carcere e la richiesta, avanzata da Rossi nelle persone dei suoi legali Davide Lovato e Giacomo Giulianelli, è stata respinta dalla gip che si occupa del caso. 

Rossi aveva richiesto l'attenuazione della misura sostenendo che la figlia di 4 anni avesse bisogno della sua presenza nella casa di Bussolengo dove viveva con Dalla Chiara, deceduta nel 2024 e fatta cremare. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe fatto in modo che la cremazione avvenisse in fretta e in furia dopo i funerali della donna, celebrati il 28 giugno del 2024, per evitare lo svolgimento di autopsia ed esami tossicologici sul corpo dell'infermiera. La mattina stessa dei funerali, come si legge nelle carte che Fanpage.it ha avuto il modo di visionare, l'uomo avrebbe prenotato l'albergo per le vacanze al mare con l'amante. 

La vicenda relativa all'omicidio è emersa grazie ai sospetti di una caposala del reparto di Medicina Generale di Borgo Trento. La donna sarebbe rimasta stupita dalla decisione di non sottoporre Jessica ad autopsia e ancor più l'aveva meravigliata l'idea, propagandata in più sedi da Rossi, che la decisione fosse stata presa dall'ex infermiere in comune accordo con la famiglia della defunta.

Una sua segnalazione anonima ha dato il via alle indagini che oggi sono costate l'arresto al 34enne. I genitori di Dalla Chiara, mamma della bimba di 4 anni rimasta sola, hanno fatto sapere di voler chiedere l'affidamento della nipote, mentre Rossi si è avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell'interrogatorio di garanzia.

Poche ore dopo quella decisione, la gip ha sciolto la riserva sulla richiesta avanzata dai legali di Rossi, che invece dovrà restare in carcere. Secondo quanto apprende Fanpage.it, la decisione è stata accolta con non poca frustrazione da parte di Rossi.

Nel frattempo però, i legali dell'ex infermiere fanno sapere a Fanpage.it di non voler commentare gli ultimi di sviluppi e di essere in attesa di capire come si evolverà la vicenda giudiziaria.

Rossi è stato licenziato lo scorso febbraio dopo che nei suoi confronti sono arrivate le accuse di peculato continuato di farmaci per alcune dosi di Fentanyl e morfina sottratte al pronto soccorso del Policlinico veronese dove il 34enne lavorava. Il tutto si aggiungeva alle ipotesi di reato di omicidio pluriaggravato, tentato omicidio pluriaggravato, distruzione e soppressione di cadavere mediante fraudolenta cremazione e truffa assicurativa.

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