Chi era Denise Cosco: l’omicidio della madre Lea Garofalo, la testimonianza contro il padre e lotta alla ‘ndrangheta

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La manifestazione per ricordare le vittime delle mafie a Milano nel 2023
Denise Cosco, si è tolta la vita a 35 anni, la stessa età in cui è stata uccisa la madre, Lea Garoflo, tra le prime donne a ribellarsi alla ‘ndrangheta. Dopo l’assassinio della madre, Denise è entrata a sua volta nel programma di protezione e ha cambiato identità.

Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, si è tolta la vita all'età di 35 anni, la stessa che aveva la madre quando venne uccisa dall'ex compagno e ‘ndranghetista Carlo Cosco. Dopo l'uscita di Garofalo dal programma di protezione, Cosco la attirò a Milano con la scusa di discutere i futuri studi della loro figlia e qui, con la complicità di altre quattro persone – tra i quali l'ex fidanzato di Denise – la uccise e cercò di farne sparire il corpo dandolo alle fiamme.

Dopo il brutale omicidio della madre nel 2009, Denise ha trascorso un'esistenza appartata, ma la sua stessa vita è diventata il simbolo della resistenza alla criminalità organizzata. "Era una giovane donna coraggiosa e sofferente", ha detto don Luigi Ciotti poche ore dopo la diffusione della notizia della morte. "Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma".

Nel 2023 la storiadi Denise e Lea Garofalo ha ispirato la serie co-prodotta da Italia e Regno Unito "The good mothers".

La vita sotto protezione e l'uscita dal programma

Lea Garofalo è stata una delle prime donne a ribellarsi alla criminalità organizzata. Nel 2002, quando Denise aveva appena 11 anni, si rivolge alla magistratura per raccontare dall'interno il conflitto tra due famiglie di ‘ndrangheta che causò 40 morti nel Crotonese. Tra questi, nel 2005, ci fu anche Floriano Garofalo, fratello di Lea. La donna racconta esplicitamente di avere scelto di parlare per amore della figlia, e strapparla al destino già scritto delle donne che nascono in contesti criminali.

Lea e Denise lasciano quindi Petilia Policastro, in provincia di Crotone, e si nascondono a Campobasso. Escono dal programma nel 2009, e nell'aprile di quell'anno avviene il primo agguato. Lea riesce a sfuggire proprio grazie alla figlia che quel giorno non era andata a scuola e si trovava in casa con lei. A quel punto, Denise aveva 17 anni.

Il 24 novembre, però, Lea incontra Carlo Cosco a Milano. Da quell'incontro, nato per parlare del futuro di Denise, Lea non tornerà mai più. I resti vengono ritrovati nel quartiere San Fruttuoso di Monza anni più tardi, attraverso la collaborazione degli altri assassini presenti la notte dell'omicidio.

Denise ha 22 anni quando partecipa ai funerali della madre. Sceglie di farlo celando il proprio volto ma facendo sentire forte la propria voce attraverso gli altoparlanti di piazzale Beccaria.

Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti.

Lo stesso farà in Tribunale quando testimonierà contro suo padre, l'assassino della madre.

La testimonianza contro il padre e la nuova identità

Dopo la scomparsa della madre, Denise entra a sua volta nel programma di protezione e diventa una figura centrale nel processo per l'omicidio della madre. Ha testimoniato contro il padre e gli altri imputati, i suoi zii e il suo ex fidanzatino.

La sua testimonianza è stata decisiva e ha permesso di condannarli tutti.

Nel frattempo, come riporta Avvenire, Denise ha cambiato identità e iniziato una nuova vita, sempre seguita da Libera, associazione impegnata nella lotta contro tutte le mafie.

“È morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre. Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi”. Sono le parole di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, all'Agenzia Sir (Servizio Informazione Religiosa).

"Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle ‘Scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi’, ma anche ‘Grazie del tempo che abbiamo passato insieme’. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe. Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno".

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