"Non posso accettare l'incarico dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne". Ha fatto un passo indietro, Rossana Rovere, l'avvocato, inizialmente indicato dall'uomo che stanotte ha confessato di aver ucciso a coltellate la compagna Aurelia Laurenti. Motivi etici, dunque, hanno spinto la legale, già presidente dell'Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, a rinunciare alla difesa di Giuseppe Forciniti, l'uomo che stanotte ha ammesso l'omicidio della compagna a Roveredo in Piano (Pordenone).

Difendere un femminicida reo confesso sarebbe stato in conflitto con tutto quello per cui l'avvocatessa ha lavorato in questi anni. Sarà un avvocato d'ufficio a prendere il suo posto per assistere Giuseppe Forciniti, che stanotte si è presentato in Questura ancora sporco di sangue per costituirsi. I fatti sono avvenuti nella casa in cui la coppia viveva dal 2013. I due figlioletti non erano presenti perché ospiti dei nonni materni, cui al momento sono affidati. Ancora poco chiaro il contesto in cui il barbaro delitto è maturato. Non ci sarebbero,secondo quanto dichiarato dal sindaco, segnalazioni ai servizi sociali collegate alla famiglia.

I genitori della vittima: "Siamo distrutti"

"Siamo distrutti, non sappiamo cosa possa essere accaduto, non c'era nulla che lasciasse presagire questo epilogo". Sono le parole dei genitori di Aurelia Laurenti, che hanno contribuito anche a chiarire in parte la dinamica dei fatti. Nella tarda serata di ieri, il presunto assassino ha citofonato al cognato per chiedergli di tenere con sé i bimbi, senza spiegarne il motivo. Subito dopo, li ha fatti salire in ascensore e si è allontanato in auto. Questo, secondo i familiari di Aurelia, sarebbe avvenuto prima della tragedia, configurando un comportamento che apre la porta alla premeditazione.

L'interrogatorio

In queste ore Giuseppe Forcinit ha confessato. Avrebbe gettato in un cassonetto dei rifiuti il coltello usato per uccidere la compagna. L'interrogatorio è ancora in corso, essendo iniziato con qualche ritardo per la scelta della Rovere di rinunciare all'incarico. Forciniti è un dipendente dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale. Dopo un periodo passato a lavorare come infermiere in una casa di riposo, da pochi mesi aveva preso servizio nel reparto di Ortopedia del Santa Maria degli Angeli di Pordenone.