"Amava visceralmente i propri figli": è sconcertato Gianni Giugovaz, il sindaco, di San Quirino (Pordenone), paese alle porte di Pordenone che stamattina si è svegliato orfano di un'altra donna. Aurelia Laurenti, 32 anni, è stata assassinata nella notte dal compagno a Roveredo in Piano dove la donna abitava. Il primo cittadino in questi minuti si sta recando nell'abitazione dei genitori della vittima per portare il cordoglio della comunità: "Non so nemmeno quali parole usare – ha detto all'Ansa il primo cittadino prima di far visita ai genitori della vittima – che cosa si può dire a un padre che ha perso la propria figlia in circostanze così brutali? L'unica riflessione che mi sento di fare riguarda la terribile coincidenza del femminicidio con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebrava proprio ieri. Dobbiamo tutti fare di più, perché il fenomeno è drammaticamente vicino a noi, come questo omicidio ci testimonia. La nostra comunità stamani non si dà pace per la perdita di Aurelia".

"La coppia era affiatata e Aurelia era sempre disponibile con tutti – dicono i vicini – la classica persona perbene. Spesso sentiamo dire che i femminicidi sono tragedie annunciate, magari precedute da liti e denunce, ma in questo caso non c'era alcun segnale in tal senso". Negli ultimi tempi, tuttavia, secondo una conoscente della coppia ci sarebbe stato qualche piccolo contrasto. "Nulla di eccezionale, ma il clima sembrava meno idilliaco e qualche discussione era anche nata". "L'ora era molto tarda e la situazione totalmente insolita – dice una vicina – quando ho visto le auto della Polizia ho collegato e capito che poteva essere avvenuta una tragedia, ma nessuno qui avrebbe mai pensato a qualcosa del genere".

 "Una tragedia immane, che non possiamo spiegarci. Come istituzioni non avevamo notizia di alcun tipo di problema. Siamo attoniti e addolorati" dice invece Paolo Nadal, il sindaco di Roveredo in Piano (Pordenone), dove stanotte i fatti sono avvenuti in un'abitazione di via Martin Luther King. "Secondo quanto ho potuto ricostruire – ha aggiunto – la coppia si era stabilita in città nel 2013: avevano scelto di vivere nel quartiere che nei primi anni Duemila ha ospitato i militari della Base Usaf di Aviano e che poi era stato riconvertito. Ripeto: nessuna segnalazione di rapporti anomali, nemmeno dai Servizi sociali".

Il sindaco ha avvisato personalmente le maestre della scuola frequentata dai figli: "La coppia aveva due bambini piccoli e mi sembrava doveroso – ha fatto sapere – che le docenti lo sapessero per prime, per preparare psicologicamente i compagni di classe. Il clima da noi oggi è surreale". Quando è avvenuto il delitto, i  piccoli non erano presenti nell'appartamento perché trascorrevano la notte dai nonni materni, che abitano in un paese poco distante. Giuseppe Forciniti, il femminicida, si è costituto stanotte. Trentatré anni, è originario di Cosenza. Si era trasferito in Friuli molti anni fa.