Il Ponte Morandi a Genova non c’è più. Alle 9.37 del 28 giugno 2019 è stato abbattuto il lato est del viadotto parzialmente crollato il 14 agosto scorso provocando la morte di 43 persone. La dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell'ex viadotto hanno fatto collassare la struttura. Cosa succede dopo la demolizione? “Oggi cominciamo formalmente la ricostruzione del nuovo ponte di Genova che in realtà è cominciata già da tempo”, le parole pronunciate tre giorni fa dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha rimarcato l'importanza simbolica della prima gettata di cemento per il primo pilastro del nuovo ponte. Subito dopo l'esplosione avvenuta oggi “sarà consegnata a Genova la prima trave proveniente dagli stabilimenti di Fincantieri”, aveva aggiunto Toti. Con la prima gettata di cemento Genova ha iniziato a vedere realmente un tassello del nuovo collegamento tra le due parti della città, separate in modo drammatico la scorsa estate. Il nuovo ponte che nascerà a Genova è stato progettato da Renzo Piano e sarà un ponte “dedicato” alle vittime del 14 agosto.

Il progetto del nuovo ponte di Genova

Il famoso architetto genovese Renzo Piano ha immaginato il nuovo ponte come un nastro leggero illuminato da 43 vele di luce in memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi. Il nuovo ponte, che non si chiamerà più Ponte Morandi, sarà in acciaio e sarà destinato a durare per più di mille anni. Non ci saranno stralli né tiranti, il nuovo ponte di Genova sarà una struttura leggera caratterizzata da una striscia di asfalto sorretta da pilastri che nella forma ricordano vagamente la prua di una nave. Il ponte collegherà la zona est della città a quella ovest.

Chi costruirà il nuovo ponte di Genova

A costruire il ponte sarà una cordata di aziende unite nella neo società PerGenova e formata da Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr. La consegna del ponte sul viadotto Polcevera è prevista per dicembre di quest’anno. “È un grande onore poter dare il mio contributo alla città di Genova, mia città d’origine. È stata scelta una grande squadra di ingegneri e costruttori, capaci di affrontare questo lavoro con rapidità, competenza e professionalità. Sarà un ponte bello, bello com’è intesa la bellezza a Genova. Un ponte molto genovese. Semplice ma non banale. Un ponte di acciaio, sicuro e durevole. Perché i ponti non devono crollare”, aveva detto Renzo Pieno presentando la sua idea. L'opera avrà un costo complessivo di 220/230 milioni di euro.

L'inaugurazione del nuovo ponte nella primavera 2020

"Per fine anno il nuovo ponte sarà in piedi e nella primavera del 2020 credo lo si possa inaugurare. Sarà un momento straordinario di rilancio e riscatto per Genova e l'Italia", le parole pronunciate dal ministro delle Infrastrutture Toninelli in occasione della prima colata di cemento. "Il Governo – ha detto ancora il ministro – ha risposto con forza e velocità. Abbiamo creato una struttura commissariale a prova di ricorso. Stiamo andando avanti nonostante ci sia qualcuno che speri e provi a fermare le operazioni di ricostruzione. Non voglio far riferimenti se non a quelli che stanno cercando di fare ricorsi contro il Decreto Genova e contro chi ha messo non solo 1 miliardo di euro per Genova e per far rialzare la città".