Alle 9.37 circa del 28 giugno 2019 è stato abbattuto il lato est del Ponte Morandi, il viadotto parzialmente crollato il 14 agosto dello scorso anno provocando la morte di 43 persone. Con un sordo boato, più di dieci mesi dopo la tragedia che ha sconvolto Genova, la dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell'ex viadotto Morandi hanno fatto collassare la struttura. L'esplosione è durata 6 secondi e ora nella zona est del cantiere lungo il Polcevera può definitivamente partire la ricostruzione. Una grande nuvola bianca ha avvolto le pile che collassavano e i palazzi attorno. Le operazioni di “implosione controllata”, guidata dall'esperto esplosivista Danilo Coppe, sono avvenute nel rispetto dei modi e dei tempi annunciati.

Operazioni in ritardo per possibili residenti rimasti in casa

Le operazioni di esplosione delle pile 10 e 11 del ponte Morandi, inizialmente previste per le 9 di questa mattina, hanno solo subito un leggero ritardo a causa delle evacuazioni dei residenti della zona limitrofa al cantiere, zona interdetta fino alle 22 di questa sera. A quanto si è appreso, in una delle due abitazioni su via Spaventa, zona Sampierdarena, si temeva che una persona si fosse barricata in casa ed è stata sfondata la porta. In un secondo appartamento sono stati trovati due extracomunitari che ignari guardavano la tv e che avrebbero detto di non sapere nulla dell'evacuazione. Una volta informati, i due hanno lasciato la casa di loro spontanea volontà. Le evacuazioni sarebbero dovute terminare per le 7.

Demolizione ponte Morandi: tutto è andato bene

Hanno assistito alle operazione di demolizione del ponte Morandi, tra gli altri, i ministri e vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e la ministra Elisabetta Trenta, insieme alle autorità locali. A pronunciare le prime parole dopo la demolizione delle pile 10 e 11 del Morandi è stato il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci: “Le prime informazioni che abbiamo è che è andato tutto bene, in una operazione che – mi hanno riferito gli operatori – non ha eguali, specie perché in un contesto urbano”. “Le centraline di monitoraggio delle polveri sono già attive avremo un primo check alle 17, un secondo alle 21. In base al secondo decideremo se far rientrare in casa le persone evacuate”, ha quindi spiegato Bucci.

Come muoversi a Genova nel giorno della demolizione del Morandi

La demolizione del Ponte Morandi di Genova ha provocato non pochi disagi in città: interi quartieri sono stati evacuati, strade sono state chiuse e alcuni servizi di trasporto pubblico cancellati. Chi ne avesse bisogno potrà usufruire di tre infopoint (in via Fillak, in via Pellegrini e in via Gaz, dalle 8 alle 19), del numero verde 800177797 e dell'indirizzo di posta elettronica evacuazionemorandi@comune.genova.it per chiedere e ottenere informazioni e aggiornamenti sulla situazione.