Polpette avvelenate ai gatti, madre e figlio processati

A cura di A. P.
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I due, che tentarono di uccidere i felini per evitare danni al giardino, sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Benevento.

Avevano disseminato il loro giardino e quello della vicina di numerose polpette di carne avvelenata per uccidere i gatti che si aggiravano in zona e che secondo loro rompevano le piante, per questo una donna residente a Castelvenere nel Beneventano e suo figlio sono stati rinviati a giudizio dal tribunale della Procura della Repubblica di Benevento e dovranno rispondere ora del reato di tentata uccisione di animali in concorso. La prima udienza del processo a loro carico si è tenuta nei giorni scorsi ed è servita per la costituzione delle parti in causa prima del rinvio del processo al prossimo mese di maggio.  Nel procedimento giudiziario si è costituita parte civile anche la Lav, la lega antivivisezione, una delle più note associazioni animaliste italiane.

I fatti risalgono al 2012 quando la vicina di casa dei due imputati avvertì le forze dell'ordine delle polpette avvelenate nel suo giardino, dopo ulteriori accertamenti gli inquirenti stabilirono che erano stati madre e figlio a preparare i bocconi per i gatti con pezzi di vetro e veleno perché gli animali stavano distruggendo il loro giardino. "Il problema dei bocconi avvelenati è un emergenza nella provincia Benevento come dimostrano anche i recenti episodi che si sono susseguiti in particolare nel Sannio, costati la vita a tanti animali" ha spiegato la responsabile settore Cani e Gatti Lav, Ilaria Innocenti, sottolineando che "spargere bocconi avvelenati è vietato dalla legge ed è estremamente pericoloso anche per la salute pubblica e per l’ambiente".

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