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Polenta senza glutine richiamata per presenza di Aflatossine: l’avviso del Ministero della Salute

Il richiamo dal commercio della polenta è stato disposto in via precauzionale per una non conformità ad alcuni esami che hanno riscontrato presenza di Aflatossine, note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene.
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Un lotto di polenta è stato richiamato dal commercio a causa di un possibile rischio chimico per i consumatori dovuto alla presenza di aflatossine nel prodotto. A renderlo noto oggi è stato il Ministero e della Salute attraverso il portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori. Oggetto dell'avviso è la "Polenta a grana fine Fioretto" senza glutine quindi adatta per celiaci, venduta in negozi e supermercati a marchio Mulino Marello.

Si tratta di polenta con farine senza glutine macinate a pietra e prodotta dalla ditta "Azienda agricola Marello di Marello Guido" nel proprio stabilimento di Camino, in provincia di Alessandria. Il prodotto è venduto in buste confezionate da 750 grammi netti ciascuna. Il lotto interessato dal richiamo è quello con il numero PF02126 e termine minimo di conservazione fissato al 30 aprile 2027.

Come spiega l'avviso di richiamo, lanciato ieri 16 giugno dal produttore e pubblicato oggi 17 giugno dal Ministero della Salute, il richiamo è stato disposto in via precauzionale per una non conformità ad alcuni esami che hanno riscontrato presenza di Aflatossine nella polenta. Le confezioni sono state già ritirate dai negozi ma per chi avesse acquistato la polenta con lotto e scadenza sopra indicati, l'avvertenza è di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto vendita.

Come spiega l'Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa, le Aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova soprattutto in zone caratterizzate da clima caldo e umido. Le aflatossine possono essere presenti in prodotti alimentari a seguito di contaminazioni fungine avvenute prima e dopo la raccolta. Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l'esposizione del consumatore tramite gli alimenti deve essere mantenuta quanto più bassa possibile.

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