Pier Giorgio, prof “frontaliere al contrario”: “Stipendio va via in spese, sto perdendo l’amore per questo lavoro”
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"Una scuola privata di Como mi offre 1.100 euro al mese, ma togliendo le spese come la benzina e i costi del viaggio non mi resta niente. Se mi avesse chiamato lo Stato avrei accettato, ma a queste condizioni, con due bambine piccole è impossibile. Mi stanno facendo perdere tutto l'amore che ho sempre provato per l'insegnamento". A parlare a Fanpage.it è Pier Giorgio, 36 anni, professore di italiano che fa il "frontaliere al contrario": vive in Svizzera perché la moglie lavora lì, ma è iscritto nelle graduatorie per l'insegnamento (le GPS) di Como.
Quest'anno non è ancora stato chiamato dalle scuole pubbliche della provincia, e per non restare senza lavoro ha bussato alla porta degli istituti privati: "Data la mia posizione in graduatoria il primo settembre aspettavo la chiamata, non è arrivata, allora ho mandato in giro il curriculum". Le proposte però oltre a non essere economicamente sostenibili, rischiano anche di tenerlo fuori dal pubblico per due anni, proprio a causa del funzionamento delle GPS.
"Lavoravo per un collegio gestito da suore ma dopo 6 anni mi hanno messo alla porta"
Pier Giorgio viene da una famiglia di insegnanti e ha sempre voluto fare questo lavoro. "Mi sono laureato a dicembre del 2016 e a gennaio avevo già trovato una scuola vicino casa dove ho iniziato come supplente in un istituto gestito da suore, ero molto felice".
Il contratto copriva la durata delle lezioni: da settembre a giugno, ma a Pier Giorgio all'inizio andava bene così: "Avevo tante idee in testa, sapevo cosa voleva dire essere un insegnante perché la mia famiglia era di grande ispirazione per me. L'ultimo anno e mezzo, però, dopo cinque anni che lavoravo lì hanno iniziato a sorgere grossi problemi di gestione. Non insegnavo mai le 18 ore del contratto ma sempre tra le 24 e le 22 ore. Non mi sono mai lamentati, ma poi i contratti hanno iniziato a essere ridotti, e sono passati dal terminare il 30 giugno al 7, costringendomi a fare gli esami al di fuori . Ho accettato perché ero lì già da due-tre anni".
La doccia fredda arriva dopo sei anni: "A settembre non mi hanno riconfermato. Da poco era nato il mio primo figlio, e quando sono andato a chiedere spiegazioni alle suore che gestivano la scuola, l'unica cosa che mi hanno saputo dire è stato ‘se vuoi preghiamo per te'".
Da quel momento inizia l'attesa di essere chiamato nelle graduatorie GPS. Si tratta di chiamate annuali che possono arrivare da qualsiasi istituto pubblico della provincia. Quando la chiamata arriva si hanno 24 ore per accettare, e rifiutare può essere un bel problema. "Quest'anno per la prima volta non sono stato chiamato nella tornata dell'inizio di settembre e così mi sono messo a cercare istituti privati. Il sindacalista però mi ha sconsigliato di farlo, perché se poi mi dovessero contattare dal pubblico sarei costretto a rifiutare e mi troverei fuori dal sistema di assegnazione per i prossimi due anni. E per 1.100 euro al mese non posso permettermelo".
Pier Giorgio si trova quindi bloccato in un impasse tra il privato che non gli offre abbastanza e la paura di non ricevere la chiamata nel pubblico. Sua moglie, con la quale si è sposato nel 2019, ha invece trovato la strada per accedere all'insegnamento in Svizzera, dove vivono con le loro due figlie.
"Insegnando in Svizzera guadagnerei 4 volte di più, ma il sistema è diverso"
"Sono uno dei pochissimi ‘frontalieri al contrario' dato che vivo in Svizzera e lavoro a Como", spiega. Sua moglie insegna lì, dove lo stipendio medio di un insegnante è decisamente più alto rispetto all'Italia. Entrare però non è affatto semplice.
Al contrario di quanto avviene in Italia, i concorsi per il reclutamento dei docenti vengono banditi solo sulla base dei posti realmente necessari e disponibili. "Periodicamente vengono aperti dei corsi abilitanti della durata di uno o due anni, a seconda che sia su medie o liceo, e durante questo lasso di tempo si inizia anche a lavorare a scuola. È un'abilitazione mista a ruolo che poi diventa una nomina vera e propria al termine del percorso".
Anche in Svizzera però non tutto funziona come dovrebbe: "L'ultimo concorso a cui ho partecipato qui l'ho passato ma alla fine il percorso abilitante è partito, ma senza le ore a scuola. Il calo demografico sta influendo molto su questo sistema".