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2 Ottobre 2021
09:20

Perugia, bambino morto alla Lidl, fermata la madre: ha mandato una foto del figlio morente al padre

Carabinieri e magistrato al lavoro per ricostruire la tragedia che ieri sera ha sconvolto Città della Pieve e tutta l’Italia. Una donna di 44 anni di nazionalità ungherese, presumibilmente la madre del bambino, è stata interrogata tutta la sera e sottoposta a fermo per omicidio, anche se ha fornito versione contrastanti. Molti gli indizi a suo carico, compreso l’invio della drammatica immagine al padre del piccolo.
A cura di Giorgio Scura
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CITTA' DELLA PIEVE (PERUGIA) – È stata fermata con l'accusa di omicidio la madre del bambino di due anni che ieri lei aveva portato morto, con ferite da coltello al petto, e adagiato sul nastro trasportatore di una cassa di un supermercato Lidl a Città della Pieve, in provincia di Perugia. A far scattare il fermo, oltre a numerosi indizi, anche la presenza, nella borsa della donna, di un coltello compatibile con le numerose ferite da arma da taglio che il piccolo aveva in petto. La donna, una 44enne ungherese, durante l'interrogatorio con il sostituto procuratore Manuela Comodi, non ha ammesso l'omicidio. Secondo quanto comunicato dai carabinieri, pare che la donna, dopo l'insano gesto, abbia spedito al padre del bimbo, che si trovava in Ungheria, una foto del bambino morente, colpito dalle coltellate.

Queste le ultime novità di un caso di cronaca tremendo, anche per investigatori e cronisti più esperti e con più pelo sullo stomaco. Ieri sera un donna è entrata in un supermercato a Pò Bandino, una frazione di Città della Pieve, con un bambino di due anni in braccio, e dichiarato morto una ventina di minuti dopo, lo ha adagiato sul nastro trasportatore, fermo, di una delle casse e ha cominciato a chiedere aiuto.

I momenti drammatici di quello che per gli inquirenti umbri è un omicidio sono ora in fase di ricostruzione da parte dei carabinieri. In serata la donna è stata portata in caserma per essere interrogata dal sostituto procuratore di turno Manuela Comodi. Accertamenti in un casolare abbandonato e disabitato non lontano  dal negozio. Qui gli inquirenti hanno trovato diversi oggetti riconducibili alla donna e al bambino, tra cui il passeggino sporco di macchie che potrebbero essere di sangue.Il bimbo aveva numerose ferite da arma da taglio, al petto. La donna, una quarantaquattrenne di nazionalità ungherese, senza fissa dimora, sia al personale del supermercato, sia agli investigatori dell'Arma è apparsa in stato confusionale e avrebbe poi fornito diverse versioni ritenute contrastanti su quanto fosse successo. I filmati delle telecamere però hanno dato un quadro chiaro degli eventi, pur non riprendendo l'esecuzione dell'omicidio.

E' scattato subito l'allarme e il personale del 118 ha cercato invano di rianimare il piccolo. Sono poi arrivati i carabinieri e quindi il medico legale per gli accertamenti proseguiti fino a tarda serata a Città della Pieve (divenuta negli ultimi tempi ancora più conosciuta perché qui si trova la casa del presidente del Consiglio Mario Draghi). Dopo avere lasciato il bambino, la donna non si è comunque allontanata, ma è rimasta sul posto venendo quindi bloccata dai carabinieri.

Il personale dell'Arma ha immediatamente avviato i rilievi e transennato l'area attorno al supermercato. E proprio all'esterno è stato trovato un passeggino con alcune tracce di sangue, un altro degli elementi al vaglio degli investigatori, coordinati dalla Procura di Perugia, che stanno ancora cercando di ricostruire quello che è successo, individuare i luoghi dove madre e figlio si sono recati e – come hanno reso noto gli investigatori in serata – "l'eventuale coinvolgimento di terzi".

Transennato anche un casolare dismesso e abbandonato a poche centinaia di metri dal supermercato. Ancora da stabilire se questo abbia qualche legame con la morte del bambino. Non è ancora chiaro se il piccolo fosse già deceduto quando la donna lo ha portato nel supermercato. Per stabilire come, quando e dove sia morto gli inquirenti sono in attesa dei risultati dei rilievi del medico legale.

Uno dei punti principali da chiarire è dove e come siano state provocate le ferite. La donna e il bambino non vivevano a Città della Pieve ma erano stati in passato in una casa famiglia fuori regione o poi ospiti di alcuni amici. All'estero si troverebbe invece il padre. L'indagine dovrà ora accertare come e perché il bambino e quella che sembra essere la madre si trovassero a Città della Pieve dove non è escluso siano arrivati a piedi. "Quello che è certo – ha detto il sindaco del centro umbro Fausto Risini – è che si tratta di una grande tragedia accaduta in un centro piccolo e tranquillo, ora sconvolto. Siamo vicini alla famiglia e a chi sta provando tanto dolore in questo momento".

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