Perde i documenti del divorzio: lui risulta sposato, la moglie è bigama a sua insaputa

Fausto Carloni, 75enne perugino, noto burattinaio in pensione, si trova al centro di una vicenda che sembra uscita da un romanzo kafkiano. È celibe o è sposato? Ebbene, la risposta cambia a seconda dell’ufficio anagrafe. Per il Comune di Marsciano è libero, senza legami; per il Comune di Perugia, a poco più di 30 chilometri, risulta ancora formalmente sposato. Una differenza che rende, almeno per la burocrazia, bigama la sua ex moglie, risposata negli Stati Uniti dopo la loro separazione nel 1982.
"Una storia kafkiana", la definisce lui stesso, raccontando la lunga sequenza di trasferimenti e documenti che ha segnato la sua vita.
Mi sono sposato a Philadelphia nel 1978 – spiega al Messaggero – poi siamo venuti in Italia, prendendo la residenza a Marsciano nella casa di famiglia. Successivamente ci siamo trasferiti a Perugia e ci siamo separati nel 1982. Mia moglie, nel 1984, è tornata in America e si è risposata. Il nostro matrimonio era stato annullato, ma siccome avevamo due figlie, per l’affido serviva il divorzio, che abbiamo fatto in America e i cui documenti mi sono stati spediti. Adesso scopro che per il Comune di Perugia invece non è così".
A far emergere l’anomalia è stato un Caf, dove Carloni si era rivolto per la sua pensione. L’addetto ha notato l’incongruenza e ha dato il via a un rimpallo burocratico tra i due Comuni. Dal Comune di Marsciano lo hanno indirizzato a Perugia, dove l’ufficio ha promesso di cercare nuovamente i documenti. Ma, ad oggi, per palazzo dei Priori Carloni risulta ancora sposato.
La situazione si complica ulteriormente: la donna risulta residente a Corciano, città in cui non hanno mai vissuto e dove lei non conosce nessuno. "Possibile che in oltre quarant’anni nessuno abbia fatto un censimento? – si chiede Carloni – Dal 1984 lei non è più rientrata in Italia. È davvero una strana storia che non riesco a risolvere".
Il burattinaio ha chiesto aiuto anche sui social, scoprendo di non essere l’unico a trovarsi in simili paradossi burocratici. Nonostante tutti i documenti siano in regola, essendo in inglese dovrebbe farli tradurre da un perito e poi rivolgersi a un avvocato per sistemare la questione. "Ma perché – conclude – dovrei sborsare io questi soldi? I documenti ci sono, è un piccolo errore di burocrazia, è chiaro che qualcosa si sia perso, ma perché adesso dovrei anche pagare?".
Una storia che mette in luce quanto la burocrazia, in alcune circostanze, possa complicare anche le situazioni più semplici, trasformando una separazione ormai cinquantennale in un intricato rebus tra uffici e normative.