“Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme. È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all’immaginario corrente. È patologica la mentalità per cui una donna vada sfruttata come se fosse una merce da usare e poi gettare. È una malattia dell’umanità, un modo sbagliato di pensare della società”. A scrivere queste parole è papa Francesco, nella prefazione al libro "Donne crocifisse. La vergogna della tratta raccontata dalla strada" di don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII. Nel testo inedito, anticipato oggi dal quotidiano Repubblica, il Papa chiede di “liberare queste povere schiave", parla di "un gesto di misericordia e un dovere per tutti gli uomini di buona volontà”. E ancora: “Il loro grido di dolore non può lasciare indifferenti né i singoli individui né le istituzioni. Nessuno – le parole di papa Francesco – deve voltarsi dall’altra parte o lavarsi le mani del sangue innocente che viene versato sulle strade del mondo”.

Gli attacchi di papa Francesco contro la prostituzione – Già in altre occasioni papa Francesco aveva parlato di prostituzione come di una tortura per le donne affermando che tutto nasce da una mentalità malata per la quale la donna va sfruttata. E l’invito del Papa è a lottare contro questa “malattia”. “La tratta e la prostituzione sono crimini contro l’umanità, delitti che nascono da una mentalità malata secondo cui la donna va sfruttata. E qui in Italia, parlando di clienti, è verosimile che il 90 percento  sono battezzati, cattolici”, le parole di papa Francesco contro la prostituzione pronunciate lo scorso anno durante un colloquio con i giovani nella riunione pre-Sinodo al pontificio collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma.