Papa Francesco parla ad un pubblico speciale nel giorno della festa della Divina Misericordia. Il Santo Padre ha lasciato il Vaticano questa mattina per andare a celebrare la messa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, nel centro storico di Roma. Ad assistere alla celebrazione c'erano un gruppo di detenuti e detenute nelle carceri romane. Poi alcune suore ospedaliere, un gruppo di infermieri, alcuni disabili, una famiglia di migranti e alcuni giovani rifugiati provenienti da Egitto, Nigeria e Siria. Condividere la proprietà "non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro", ha detto a tutti loro il Papa commentando il passo che dice "nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune".

Quello di Papa Francesco è un vero e proprio invito alla condivisione: "I discepoli misericordiati sono diventati misericordiosi", perché per loro "condividere i beni terreni è sembrato conseguenza naturale". Infatti dopo "il testo dice che nessuno tra loro era bisognoso". Il Santo Padre ha anche spiegato ai presenti che "per Dio nessuno è sbagliato, nessuno inutile, nessuno escluso". Nella sua omelia il Papa ha ricordato che "Gesù oggi ripete ancora" che ognuno di noi ha una missione e nessuno può svolgerla al nostro posto. "Sei insostituibile e io credo in te", ha sottolineato il Pontefice guardando i presenti.

Il Papa ha lanciato un appello chiarissimo a tutti coloro che lo stavano ascoltando: "Non rimaniamo indifferenti, non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono". Il Pontefice ha ricordato che "siamo stati misericordiati", perciò "diventiamo misericordiosi". Perché "se l'amore finisce con noi stessi, la fede si prosciuga in un intimismo sterile" e "senza gli altri diventa disincarnata". E ancora: "Senza le opere di misericordia muore".