C'è certamente una pressione importante di pazienti malati di Covid-19 sulle strutture sanitarie in Sicilia, ma il sistema è ancora operativamente in grado di accogliere ulteriori pazienti". Massimo Farinella, primario Malattie infettive ospedale "Cervello" di Palermo, in un’intervista telefonica, spiega che la situazione a Palermo relativamente al presidio Cervello rimane un livello di sufficiente adeguamento dei posti letto e che se i modelli matematici elaborati e le proiezioni epidemiologiche dovessero mantenere questa crescita esponenziale certamente bisognerà produrre uno sforzo ancora più rigoroso".

"C'è una pressione importante di malati Covid-19"

C'è certamente una pressione importante sulle strutture sanitarie – ha detto il primario di malattie infettive dell'ospedale "Cervello" di Palermo Massimo Farinella – ma il sistema è ancora operativamente in grado di accogliere ulteriori pazienti oggi noi per esempio al nostro presidio attiviamo ulteriori 20 posti che serviranno qualora dovesse essere necessario aumentare la recettività. Non è mai stato necessario negare un posto letto a pazienti che ne avessero bisogno – continua Farinella – ci sono pazienti in osservazione che rimangono in area del reparto di osservazione breve dell'area di emergenza e che vengono osservati in quanto non estremamente impegnativi, dal punto di vista assistenziale. Dopo alcuni giorni, quando la situazione lo consente, vengono mandati a domicilio e affidati alla medicina del territorio".

"Soggetti asintomatici": tutelare le famiglie

"Abbiamo attivato un drive in a Palermo, alla Fiera del Mediterraneo, dove è già rilevabile, ed è un dato omogeneo, un 10% di soggetti positivi, per gran parte sono tutti asintomatici perché vengono al drive in e vuol dire che sono in condizioni di guidare o di essere condotti, perché non stanno male. Facciamo circa mille tamponi al giorno, ed è già  passata una settimana, quindi siamo intorno ai 6 mila con quasi 600 positivi. Questo – spiega Farinella – trasmette un messaggio, cioè che il virus viene veicolato da soggetti che sono assolutamente privi di sintomatologia e quindi anche inconsapevolmente, tornando poi negli ambienti di lavoro o all'interno delle famiglie, possono diffondere il virus a pazienti molto più impegnativi nel nucleo familiare, dove ci sono anziani, dove possono esistere persone che hanno altre patologie che possono aumentare il rischio".

Gli ospedali in Sicilia rischiano il collasso?

"Se i modelli matematici elaborati e le proiezioni epidemiologiche dovessero mantenere questa crescita esponenziale – ha detto Farinella – certamente bisognerà produrre uno sforzo ancora più rigoroso, ricorrere per esempio, ai contenimenti più drastici. Anche bloccando alcune aree della Sicilia, perché diciamo che, non tutte le aree sono omogenee per numero di casi".

Quale potrebbe essere una strategia di contenimento dei casi?

Una strategia – conclude Farinella – potrebbe essere quella di attivare dei blocchi di contenimento, anche distrettuali territorialmente distinti, cercando di non bloccare in maniera radicale quella che è l'economia siciliana".