Orrore nel carcere di Torino: “Detenuti morsi da blatte, infestazione nella sezione delle mamme con bambini”

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Le cimici trovate nel carcere di Torino
Infestazione di cimici, blatte e topi nel carcere di Torino. Il degrado igienico e strutturale coinvolge sia la sezione sanitaria che quella dove si trovano undici mamme con i loro bambini.

Cimici, blatte, topi. Nel carcere di Torino è in corso un'infestazione che non risparmia neanche le undici madri detenute nella loro sezione insieme ai loro bambini. A denunciare la situazione in cui versano detenuti e dipendenti della Casa circondariale Lorusso e Cotugno è il sindacato di Polizia penitenziaria Oasapp.

Il segretario generale Leo Beneduci ha portato alla luce una situazione che durava da mesi: "Aumentano le segnalazioni e le visite mediche per i morsi delle cimici, mentre mancherebbero prodotti essenziali per l'igiene e materassi da sostituire".

La situazione è al collasso almeno da giugno, e le infestazioni di insetti sarebbero state anche nella sezione dove si trovano i detenuti con problemi di salute.

Il Sindacato di Polizia penitenziaria: "Alla privazione della libertà si somma il degrado"

"Il carcere di Torino inizia ad avere grossi problemi infrastrutturali, aggravati dalla mancanza di prodotti per la pulizia e per l'igiene, compresi quelli per la deblattizzazione. Tutte cose sarebbero a carico dell'amministrazione, ovvero del datore di lavoro, che è il direttore del carcere", spiega Beneduci, che parla come portavoce degli agenti.

Non sono state segnalate epidemie o infezioni, ma sono già avvenuti diversi episodi spiacevoli, come detenuti morsi da blatte e altri insetti durante la notte. Non è comune che le blatte mordano le persone, ma può succedere in caso di forte infestazione.

A subire gli effetti della pessima situazione igienico-sanitaria sono anche undici madri e altrettanti bambini presenti nella sezione a loro dedicata. Anche qui si è palesata una infestazione di insetti che parte proprio dai materassi.

"Si tende a pensare che il carcere sia un luogo di sofferenza, ma non è così. La pena consiste nella privazione della libertà, non nelle condizioni di vita degradanti e anti-igieniche", conclude Beneduci.

Antigone: "Intervengano provveditore, Asl ed enti locali"

La coordinatrice dell'associazione Antigone in Piemonte, Daniela Ronco, conosce bene la situazione del Lorusso e Cotugno. Qui, l'organizzazione che tutela i diritti delle persone private della libertà ha svolto tre visite nel 2026. In tutte queste occasioni, è stata riscontrata una "situazione di gravissimo degrado strutturale e delle condizioni igieniche".

L'ultima visita dell'Osservatorio Carceri è avvenuta a giugno, ma successivamente gli attivisti hanno varcato i cancelli almeno altre due volte. Si tratta, secondo Ronco, di un problema di vecchia data: "Un paio d'anni fa avevamo denunciato la presenza di topi e blatte. La situazione attuale però è degenerata negli ultimi mesi, complice sicuramente l'elevatissimo sovraffollamento e il grossissimo turnover che si sta registrando".

Insetti e condizioni igieniche precarie sarebbero state segnalate anche nel reparto sanitario, quello dove si trovano i detenuti con problemi di salute.

Anche Ronco richiama l'amministrazione alle proprie responsabilità: "A intervenire, a livello locale è il provveditore, l'estensione regionale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Però qui è necessario richiedere un intervento di tutte le figure potenzialmente coinvolte, dalle ASL, attraverso delle visite ispettive, fino agli enti locali, quindi regione e comune".

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