L’abolizione dell’ora legale in Europa ci sarà, ma non prima del 2021. A certificarlo ora è anche il Parlamento europeo che ha votato a favore della proposta della Commissione Ue di abolire il passaggio tra ora legale e ora solare. Ma, allo stesso tempo, gli eurodeputati chiedono di spostare la data di entrata in vigore del nuovo regime dal 2019 al 2021. Un rinvio già noto da tempo, da quando prima è stato redatto un documento in tal senso a fine 2018 e poi è stata approvata una mozione in commissione Trasporti e Turismo a Bruxelles nelle scorse settimane. Per ora, quindi, si torna all'ora legale nella notte tra sabato e domenica.

Saranno i singoli Stati a scegliere, entro il 2021, cosa fare: chi manterrà l’ora legale dovrà spostare le lancette per l’ultima volta a marzo 2021, chi manterrà l’ora solare lo farà a ottobre 2021. In ogni caso, per evitare perturbazioni sui mercato interni, gli Stati membri dovranno coordinarsi tra di loro e con la Commissione europea. Nella risoluzione votata dagli eurodeputati si afferma che l'esecutivo potrà presentare una proposta legislativa per rinviare la data di entrata in vigore della direttiva per un massimo di 12 mesi nel caso in cui ci sia il rischio di pregiudicare il funzionamento del mercato interno. A votare a favore della risoluzione sono stati 410 eurodeputati, 192 i contrati e 51 le astensioni. Contrari quasi tutti gli eurodeputati italiani, ad eccezione di Raffaele Fitto, Alessandra Mussolini, Barbara Spinelli, Marco Affronte, Michela Giuffrida. Si sono invece astenuti Nicola Caputo e Antonio Panzeri.

La posizione del Parlamento europeo viene quindi rappresentata da questo documento, di cui i ministri europei dovranno tenere conto durante i futuri negoziati sul tema per arrivare a una stesura definitiva della normativa. La proposta della Commissione era stata avanzata nel 2018 dopo un sondaggio tra i cittadini europei in cui i votanti (meno di 5 milioni di persone) avevano preferito l’abolizione dell’ora legale. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha presentato una proposta che, inizialmente, prevedeva l’abolizione già nel 2019. Poi si è deciso di rinviare tutto fino al 2021, una scelta ribadita anche oggi con il voto della risoluzione all’Europarlamento. L’unificazione delle disposizioni sull’ora legale in Ue è stata introdotta nel 1980: fino a quel momento le pratiche nazionali erano differenti tra loro.