Mohamed Barbri, il marito di Samira, scomparsa a Stanghella due mesi fa, è stato localizzato in Spagna. L'uomo, che il 1° gennaio 2020 si era allontanato in sella alla sua bicicletta, era irrintracciabile da 24 ore. Su di lui pende l'indagine per omicidio e occultamento di cadavere aperta dalla Procura di Rovigo sulla scomparsa della moglie. A quanto pare, come ipotizzato in prima battuta, si tratterebbe di una fuga per sottrarsi all'indagine in corso. Mohamed ha telefonato il cugino in Italia da Barcellona, come ha reso noto la redazione di Quarto Grado. Alcune settimane fa era stato proprio Barbri a far ritrovare nei campi a pochi passi da casa, alcuni oggetti personali di Samira. Una scarpa nera, la catenina che portava al collo e un portachiavi dal quale, verosimilmente, è stata sganciata la chiave di casa di Samira, sono stati consegnati dal cittadino marocchino ai carabinieri.

Lo strano ritrovamento, avvenuto a oltre un mese dalla scomparsa, aveva fornito un ulteriore elemento indiziante a carico del marito di Samira. L'altro ieri, poi, la denuncia di Malika, la suocera venuta dal Marocco per seguire personalmente la vicenda giudiziaria, riguardo al suo allontanamento da casa. La donna ha testimoniato anche sui rapporti tra Mohamed e sua figlia, che le avrebbe raccontato dell'ossessione della gelosia del marito e del fatto che fosse ormai stanca di vivere con lui. Samira, stando a quanto raccontato dalla madre, avrebbe temuto anche per la propria vita. Solo a sei mesi prima della scomparsa, risale un episodio estremamente inquietante, quando la figlioletta della coppia è stata ricoverata in ospedale per aver bevuto un tè drogato dai farmaci. Secondo Samira la bevanda era destinata a lei.