È finito in manette Fausto Nicolì, il 51 enne della provincia di Lecce, prima indagato e poi prosciolto per l'omicidio di Noemi Durini, la 17enne uccisa la sera del 3 settembre 2017 a Lecce. Il meccanico che fu accusato da Lucio Marzo in una lettera scritta in carcere di essere l'autore dell'omicidio di Noemi, è stato arrestato con l'accusa di spaccio tre giorni fa dai carabinieri. Nicolì è stato fermato dai militari, senza patente e assicurazione, con 1 kg di marijuana mentre tentava la fuga da casa sua in sella a uno scooter.

Le false accuse contro Nicolì

Lucio Marzo, oggi condannato a 18 anni di carcere per aver accoltellato e sepolto viva, la fidanzata, provò a ribaltare la sua posizione, dopo aver confessato, indirizzando la colpa a Fausto Nicolì. Il ragazzo fornì la nuova versione dalla cella del carcere dove era recluso. Nella lettera scritta agli inquirenti, in sostanza, Marzo accusava Nicolì di averli raggiunti in auto la sera del delitto e di aver inferto lui la coltellata alla povera Noemi. L'accusa di Lucio è stata smontata non molto tempo dopo dalle indagini degli inquirenti, che non hanno trovato alcuna conferma di tale ricostruzione. La posizione di Nicolì in merito al delitto è stata definitivamente archiviata. Lucio Marzo, processato dal Tribunale di Lecce con rito abbreviato, attende invece la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione.