Una nuova figura, fino a questo momento rimasta ai margini della tragica vicenda dell’omicidio della sedicenne Noemi Durini, irrompe nell’inchiesta. Si tratta di un uomo di quarantanove anni, Fausto Nicolì, che ha presentato denuncia contro il fidanzato della vittima – e reo confesso dell’omicidio – e i suoi genitori rispettivamente con le accuse di calunnia e diffamazione. L’uomo era stato tirato in ballo proprio dal fidanzato-omicida di Noemi e poi anche dai genitori di lui. Secondo loro, avrebbe dovuto aiutare la ragazza a progettare l’omicidio della famiglia del diciassettenne. Una ricostruzione che lo dipinge come un complice nel progetto di un duplice omicidio. Per questo, attraverso il suo avvocato, Nicolì ha querelato il giovane e i suoi genitori. Come ricostruisce il Quotidiano di Puglia l’uomo, nell’atto depositato sia presso la Procura ordinaria che presso quella per i minorenni, avrebbe spiegato di aver conosciuto Noemi e il fidanzato lo scorso anno e che, sebbene fosse piuttosto ampia la differenza di età, accadeva spesso che si frequentavano anche con altri giovani.

Poi, dopo la scomparsa di Noemi Durini da Specchia e l’omicidio, la situazione è precipitata con il fidanzato della vittima che – confessando il delitto – ha detto durante un interrogatorio che la ragazza, insieme a Nicolì, aveva deciso di comprare una pistola con cui ammazzare la sua famiglia. Poi ci sono state anche le accuse della mamma di lui: “Voleva ammazzare me, mio marito e mia figlia. Aveva raccolto i soldi, la signorina, per darli a Fausto Nicolì di Patù”, aveva detto la donna davanti alle telecamere di una trasmissione televisiva. Accuse gravi che hanno portato l’uomo, rimasto basito davanti a tale ricostruzione, a presentare denuncia: “Il mio coinvolgimento in un presunto progetto di Noemi di uccidere i suoi genitori è del tutto falso”.