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Omicidio Mauro Sbetta, chi è il presunto assassino, 40enne amico della vittima: “Io non c’entro”

L’uomo era amico di Sbetta e i due si conoscevano bene tanto che, secondo gli inquirenti, la vittima gli avrebbe aperto normalmente la porta di casa prima dell’aggressione mortale il cui movente però deve essere ancora individuato.
A cura di Antonio Palma
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Si chiama Khalid Mamdouh, l’uomo arrestato dai carabinieri nelle scorse ore con la gravissima accusa di essere l’assassino di Mauro Sbetta il 68enne pensionato trovato morto nei giorni scorsi nel proprio appartamento a Strigno, in provincia di Trento. Si tratta di un 40enne di origini straniere ma residente in Trentino da decenni e conosciuto in zona. L’uomo era amico di Sbetta e i due si conoscevano bene tanto che, secondo gli inquirenti, la vittima gli avrebbe aperto normalmente la porta di casa nella serata di sabato 10 gennaio prima dell’aggressione mortale consumata poco dopo, nella notte tra sabato e domenica.

Il 40enne è già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti passati e lavora come operaio in una ditta della zona. A collocarlo sulla scena del delitto, come ricostruisce It Quotidiano, ci sarebbero numerosi elementi raccolti dagli inquirenti durante le indagini, avviate immediatamente dopo la scoperta del cadavere del 68enne nelle prime ore di mercoledì scorso 14 gennaio. Gli investigatori sono arrivati a lui raccogliendo testimonianze sulle frequentazioni della vittima e analizzando il telefono di Sbetta da cui sarebbero emersi messaggi di un appuntamento concordato. Anche i tabulati e i video delle telecamere della zona sarebbero contro di lui anche se il quarantenne si difende e nega ogni addebito.

“Io non c’entro” avrebbe detto ai carabinieri che ieri lo hanno arrestato a tre giorni dal rinvenimento del corpo senza vita di Mauro Sbetta. Il 40enne è stato raggiunto nella sua residente di Borgo Valsugana, sempre in Trentino, in cui abita coi genitori e condotto nel carcere di Spini di Gardolo a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'interrogatorio di garanzia è previsto lunedì.

Nessun furto e nessun agguato dunque, secondo gli inquirenti, ma un attacco improvviso durante un incontro già previsto il cui movente però deve essere ancora accertato. Dall’autopsia è emerso che Sbetta è stato colpito più volte alla testa con un oggetto contundente, ha cercato di difendersi come evidenziano le tracce di sangue trovate in più stanze della casa insieme a oggetti e vetri in frantumi.

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