Una interminabile agonia per dissanguamento all’interno della camera da letto con la porta chiusa da dentro. Patrizia Formica, la donna di 47 anni uccisa dal convivente Salvatore Pirronello, 53 anni, è morta così. Il drammatico particolare emerge dall’autopsia eseguita sul corpo della vittima dal medico legale Francesca Berlich.

Due delle quattro coltellate inferte all’addome non hanno leso organi vitali: per questo la sofferenza della vittima è stata prolungata ed il decesso è avvenuto, appunto, per dissanguamento. Sul corpo della donna non stata trovate solo le ferite dei fendenti, ma anche escoriazioni sugli arti superiori, segni evidenti di una forte colluttazione avvenuta dopo che la vittima si è accorta, durante il sonno, di essere diventata bersaglio dell’impulso omicida del suo uomo. La morte lenta, stabilita dai medici, potrebbe divenire un’ulteriore aggravante per Pirronello: gli inquirenti  stanno cercando di approfondire lo scenario e tutte le decisioni prese dal killer che ha detto di avere agito in preda ad un raptus.

Ieri si sono tenuti i funerali di Patrizia Formica. Alla celebrazione liturgica officiata dal vescovo di Caltagirone mons. Calogero Peri, hanno partecipato centinaia di persone. Mons. Peri, nell’omelia, ha chiesto scusa a Patrizia “a nome mio, a nome vostro, a nome di questa nostra città se le nostre mani non sono state capaci di proteggerla”. Resta in carcere Salvatore Pirronello. Nei giorni scorsi il Gip di Caltagirone ha convalidato il suo arresto per l’omicidio aggravato della convivente, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. È “confuso, anche molto pentito”, e “sta realizzando soltanto adesso quello che ha fatto”, ha detto il suo legale, l’avvocata Assunta Nicolosi, secondo cui l’indagato “non ha fornito un movente” che “resta al momento inspiegabile anche a lui”.