Lunedì 26 ottobre a scuola gli studenti saranno ancora in classe  con lezioni in presenza nonostante il nuovo dpcm firmato da Conte impone per gli istituti superiori una didattica a distanza che coinvolga un numero di studenti  non inferiore al 75%. Lo ha messo in chiaro Antonello Giannelli presidente dell'Associazione nazionale presidi. Nessun intento di andare contro le decisione governative per il contrasto alla pandemia da coronavirus ma solo l'impossibilità di adeguarsi in tempo alle nuove regole dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L'adeguamento della didattica a distanza "non sarà fatto nottetempo" ha avvertito infatti Giannelli ricordando che è lo stesso provvedimento a prevedere che siano le regioni a recepire l'indirizzo nazionale con provvedimenti locali.

Dpcm e Scuola, lunedì non cambierà  l'orario di entrata

"Non sarà possibile partire già da lunedì  esattamente come prevede il decreto che parla, come il precedente, di recepimenti a livello regionale" ha sottolineato i rappresentate dei Presidi italiani, aggiungendo: "Dunque per le scuole da lunedì non cambierà nulla". Nessun cambiamento per ora neanche per  gli orari di ingresso che il dpcm ha imposto dopo le 9 per evitare affilamenti sui mezzi di trasporto. "Non cambierà nulla anche per quanto riguarda l'orario di entrata, che per il dpcm non dovrà essere prima delle 9" ha aggiunto infatti Giannelli.

Presidi: "Dpcm non può imporre l’organizzazione dell’orario alle scuole"

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi ha apertamente criticato il dpcm proprio sulla questione aperture dei cancelli delle scuole. “Non si può con decreto imporre l’organizzazione dell’orario alle scuole, essendo questa una prerogativa autonomistica. Ricordo che l’autonomia esiste proprio perché le scuole possano organizzare il servizio adattandolo alle esigenze del proprio bacino di utenza. Per questa ragione, lo ripeto, non ha senso obbligare tutto il territorio – nazionale, regionale ma anche provinciale – ad adottare la stessa organizzazione perché i bisogni delle famiglie e degli studenti sono diversi” ha sottolineato Giannelli, concludendo: “Ad oggi, e lo dico ragionando sui dati diffusi, ridurre la frequenza a scuola che non è luogo di contagio, o comunque lo è meno di altri, è un controsenso. Voglio poi mettere in evidenza due criticità: gli studenti con bisogni educativi speciali e i portatori di handicap per crescere e integrarsi hanno bisogno del contatto con i compagni, non basta dare loro la possibilità di seguire le lezioni a scuola, da soli, con l’insegnante di sostegno. Inoltre, segnalo la questione degli insegnamenti di tipo laboratoriale che saranno gravemente danneggiati da un utilizzo massivo della didattica a distanza”.

Ministero: "Scuole avranno un giorno per adeguare Dad"

Le scuole superiori avranno un giorno di tempo per adeguare la Dad al 75%. Lo comunica il ministero dell'Istruzione. "Le scuole, in considerazione della necessità di disporre del tempo sufficiente ad adeguare l'organizzazione didattica alle misure del nuovo Dpcm, provvederanno all'adozione degli atti necessari nella giornata di domani, lunedì 26 ottobre, con efficacia, poi, dal giorno successivo" spiegano infatti dal mit.