A Fanpage la lettera di Dalila, una dei tanti siciliani rimasti intrappolati in auto nel mezzo di una strada allagata, lo scorso 15 luglio, quando nel Palermitano si è abbattuto un violento nubifragio.

"Mi trovavo a mare, spiaggia di Balestrate (Palermo) con la mia famiglia, amici e parenti. Era una bella giornata di sole, stavamo passando una giornata tranquilla. A un certo punto comincia a piovere, una pioggia molto forte, ci siamo riparati sotto gli ombrelloni e ridevamo molto. Quando la pioggia ha cominciato a calmarsi abbiamo messo tutto in macchina e siamo andati via, non si poteva più stare in spiaggia: sabbia bagnata, freddo, eravamo tutti bagnati fradici! Tornando a casa, la pioggia continuava a scendere, non era la classica pioggia che cade a Palermo, le strade erano piene d’acqua, e allo stesso tempo piene di auto (il 15 Luglio è la giornata del ‘festino di Santa Rosalia' la maggior parte dei negozi sono chiusi e quindi quasi tutti liberi). Mi trovavo in macchina con la mia famiglia e a un certo punto le macchine hanno smesso di camminare, eravamo tutti fermi. Pensavo ci fosse stato un incidente (vista l’enorme quantità di acqua che nelle strade si stava raccogliendo e la brutta e violenta pioggia accompagnata dalla grandine) ma così non era. Mi trovavo in Viale Regione, intrappolata in auto con l’acqua che piano piano stava facendo diventare la strada una piscina, dovevamo prendere lo svincolo sulla destra immediatamente per non rimanere bloccati, ma la strada avanti a noi era chiusa: nessun vigile ad avvertirci, nessun cartello di avvertimento, nessun poliziotto si è presentato per aiutarci. Siamo rimasti 40 minuti in auto ad aspettare che qualcuno facesse qualcosa, intanto chiamavamo ogni numero possibile (113, 112, 115) senza mai avere una risposta. Ci hanno murati vivi in mezzo all’acqua senza nessun avvertimento!".

"È stata una questione di 10 secondi e ci siamo ritrovati l’acqua dentro la macchina che arrivava quasi ai sedili. Mio padre a quel punto uscì dal finestrino e poi aiutò me, le mie sorelle e mia madre a uscire. Tutto questo da soli, senza l’aiuto di nessuna autorità. Ci siamo riparati sotto la tettoia di un negozio, con tutte le persone che come noi erano rimaste bloccate li. I poliziotti, ambulanze e pompieri sono arrivati solo a quel punto (quando già eravamo tutti salvi, e al sicuro). Non vi sto raccontando questa storia per sminuire il lavoro delle autorità, perché una volta li ci hanno fornito acqua, coperte, e hanno cercato di aiutarci (anche se per loro dovere dovevano venire molto tempo prima). Ma chiedo che sia fatta giustizia per tutte le famiglie (come la mia) che sono rimaste intrappolate, bambini piccolissimi costretti a nuotare nel fango, persone anziane che non riuscivano neanche a uscire dalle auto, abbiamo tutti rischiato di morire annegati (non vi dico quanto forte era la corrente dell’acqua). La nostra città ci ha abbandonati, nessuno ci aiuta, molta gente ha dovuto buttare la macchina (e non tutti possono permettersi di comprarne una nuova), gente che ha avuto danni fisici, per non parlare dei danni morali. Mia sorella, la sera del tragico evento, non ha voluto neanche farsi il bagno da sola, per paura dell’acqua. Occhiali da vista persi, macchine da buttare, negozi allagati, persone spaventate e ferite: tutto questo solo perché mancava un vigile che ci avvertisse che la strada era chiusa. Tutto questo per la scarsa manutenzione dei condotti fognari della città di Palermo. Un evento del genere non deve più accadere, e noi cittadini abbiamo bisogno di un aiuto".