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19 Marzo 2021
09:39

“Nove mesi senza di te”: la disperazione di Maurizio, in lotta per riavere suo figlio Alex

Da nove mesi, Maurizio Di Blasi vive solo a metà: la notte del 16 giugno 2020 la sua ex compagna di origini polacche se n’è andata di casa senza avvisarlo, mentre lui era a lavoro, portando con sé il figlio in comune, Alex. Maurizio, che ha immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri, si è rivolto a Fanpage per sollevare l’attenzione pubblica sulla sua storia. “Credo che mio figlio si trovi in Polonia, chiedo solo di poterlo rivedere e riabbracciare. Da quattro mesi, Kamila mi impedisce perfino di parlare con lui. Non ho fatto niente di male”, afferma. Nel giorno della Festa del Papà, il 45enne di Milazzo lancia un messaggio al suo Alex: “Papà ti vuole bene e gli manchi sempre. Torna a casa gioia mia”.
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E' l'alba del 16 giugno 2020, intorno alle 5 di mattina. Maurizio Di Blasi, siciliano residente a Borgo Tossignano (Bologna), 45 anni, torna a casa da lavoro dopo aver concluso il turno di notte presso un'officina a Massalombarda. Parcheggiando la macchina sotto casa, in questa piccola frazione appoggiata sul versante orientale dell'Appennino Emiliano, Maurizio non sa ancora che di qui a qualche minuto la sua vita verrà stravolta da una terribile scoperta.

"Se n'è andata con mio figlio, lasciando solo un biglietto"

Chiavi nella toppa, primo piano, secondo piano. I passi scanditi dal silenzio della notte. La porta che si apre. Qualcosa non va: troppa quiete. La casa è vuota. Suo figlio di sei anni, Alex, non è a dormire nella sua cameretta. E di Kamila, la compagna polacca con cui da un po' di tempo le cose non vanno più tanto bene, è sparita, così come i vestiti dentro l'armadio e i giochi di Alex. Sul tavolo della cucina, un biglietto scritto con una calligrafia che sembra quella di un bambino e in cattiva grammatica:

"Sono partita a casa, se vuoi fare la denuncia pensa ai servizi sociali, perché tolgono il bambino sia a me che a te e lo danno a un'altra famiglia. Se è quello che vuoi per tuo figlio, fallo".

E' così che inizia l'odissea di Maurizio Di Blasi, cartotecnico di Milazzo (Messina), che da nove mesi non vede più suo figlio e da quattro non riesce a comunicare con lui.

La notte del 16 giugno 2020, la sua ex compagna, Kamila, se n'è andata di casa con il figlio facendo perdere le sue tracce. Grazie ai racconti dei vicini, Maurizio è venuto a sapere che intorno alle undici di sera, mentre lui era a lavoro in un'officina a Massalombarda, un furgone è arrivato sotto casa sua. A bordo c'erano due uomini: "Presumibilmente i fratelli di Kamila", ci dice. "Sono convinto che Kamila abbia portato Alex in Polonia, (Paese di origine di lei, n.d.r.), ma non so esattamente dove si trovi perché si rifiuta di comunicarmelo. All'inizio mi permetteva di parlare saltuariamente con Alex al telefono, ma da ottobre ha interrotto anche quelle brevi comunicazioni. E' irreperibile sul suo telefono italiano e su Messenger ha smesso di rispondermi".   Disperato, Maurizio – che non ha a carico nessuna denuncia per molestie, violenze o maltrattamenti – ha immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri di Fontanelice (BO).

A marzo 2021, dopo 9 nove mesi di battaglie, le indagini preliminari si sono concluse. L'ex compagna di Maurizio è ora accusata di sottrazione internazionale di minore, un reato previsto dal Codice Penale italiano (articolo 574 bis) che prevede fino a 4 anni di reclusione. Nel frattempo, però, la donna continua a rifiutarsi di dare proprie notizie e Maurizio continua a non essere informato sulla salute di suo figlio.  "Mi importa poco del procedimento penale", ci confida il 45enne di Milazzo, che si è appellato alla stampa per sollevare l'attenzione sulla sua storia. "Tutto quello che desidero è che mio figlio torni in Italia, dopo di che saranno le autorità competenti a decidere se deve restare con me o con sua madre. Ho solo bisogno di rivederlo, riabbracciarlo e dirgli che gli voglio bene", insiste.

Per quanto riguarda il procedimento penale, le indagini preliminari si sono concluse e si attende la data del rinvio a giudizio. Parallelamente, Maurizio ha fatto ricorso alla Convenzione dell'Aja del 1980 che riguarda gli aspetti civili della sottrazione internazionale di minore. Grazie alla Convenzione dell'Aja, di cui fanno parte sia l'Italia che la Polonia e che si basa sulla collaborazione tra Stati dell'Unione Europea, l'uomo spera di far rientrare Alex in Italia, in attesa di sapere a chi andrà l'affidamento del piccolo.

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