Nonno si getta in fiume con suo nipote malato di 5 anni: morti annegati
Aveva 73 anni l'uomo che questo pomeriggio ha preso la difficile e sicuramente discutibile decisione di scegliere per suo nipote di 5 anni e per sé, della vita di entrambi. La tragedia è accaduto a Arzerello a Lendinara in provincia di Rovigo, lungo l'Adigetto, dove Danilo, questo il nome del 73enne, ha preso tra le braccia il piccolo, che soffriva di una malattia genetica e si è gettato nel fiume, provocando un omicidio-suicidio. Il gesto potrà essere sicuramente letto come manifestazione di cattiveria, oppure d'amore, a seconda delle interpretazioni. Quel che è certo è il sacrificio che l'uomo ha dovuto compiere per maturare la decisione.
L'uomo aiutava di tanto in tanto i genitori del bambino, che abitavano nella provincia di Venezia, a Spinea, e da tempo dovevano convivere con le difficoltà che l'accudire un bambino con determinati problemi potesse comportare. Lui li aiutava ad accudire il bambino in tutto, ma probabilmente non ha sopportato più l'idea di vedere il bambino in quelle condizioni, scegliendo la strada più dolorosa. A scoprire i corpi lungo il fiume è stato, tragicamente, lo zio poliziotto del bambino che, appassionato di jogging e maratoneta, aveva approfittato del cambio dato dal nonno per andare a correre, visto che i genitori avevano affidato il piccolo ai parenti per un convegno nel week end a Perugia.
Il poliziotto, durante l'attività sportiva, ha ritrovato la carrozzina sulla quale il bambino veniva trasportato e, dopo aver percorso parte del corso del fiume, prima di ritrovare avvinghiati il nonno ed il bambino, a pelo d'acqua. Le autorità sono immediatamente arrivate sul posto, avvertite dallo zio e non hanno impiegato molto per capire quale fosse stata la dinamica del fatto che insomma non si trattasse di un incidente. I genitori del bambino sono stati avvertiti immediatamente e si sono recati sul posto. Al momento il Pm Monica Bombara dovrà solo accertare, con l'autopsia, che la morte sia avvenuta per annegamento.