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20 Luglio 2021
20:00

“No vax, no drink”. Enoteca chiude ai non vaccinati: “Non vogliamo richiudere per colpa loro”

Cinzia Orabona, gestrice dell’enoteca letteraria “Prospero” di Palermo: “Dopo un anno e mezzo di chiusure mi sono stancata. Ora che finalmente sono tornata a lavorare non voglio rischiare di chiudere di nuovo per colpa di chi rifiuta il vaccino. Per questo nel mio locale si entra solo con vaccino fatto o con tampone negativo”.
A cura di Davide Falcioni
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"No Vax, No drink". È lo slogan adottato a Palermo dall'enoteca letteraria "Prospero"di via Marche, che domenica ha deciso di appendere all'ingresso un messaggio abbastanza chiaro, invitando  a entrare solo i clienti vaccinati o provvisti di un tampone negativo: "Siamo da sempre aperti a tutti i generi, a tutte le età, ai cani, agli unicorni e agli hobbit. Da oggi no vax, no drink. Vi chiederemo la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione (anche la prima dose va bene)", ha scritto la gestrice Cinzia Orabona, anticipando di fatto le norme che in futuro – con il green pass – dovrebbero regolamentare l'ingresso nei locali pubblici permettendolo ai soli clienti vaccinati. "Dopo un anno e mezzo di chiusure – racconta Cinzia a Fanpage.it – mi sono stancata. Ora che finalmente sono tornata a lavorare non voglio rischiare di chiudere di nuovo per colpa di chi rifiuta il vaccino. Per questo ho deciso di servire nel mio locale solo clienti con tampone negativo recente, vaccinati con almeno una dose oppure che non possono vaccinarsi per problemi di salute". Il nuovo aumento dei contagi rappresenta per lei, e per migliaia di attività, una minaccia. "Da giorni si è tornati a parlare di zone gialle, ma se sarò costretta a chiudere di nuovo difficilmente potrò riaprire perché sono ormai allo stremo delle forze".

Da qui la decisione di anticipare i tempi e sposare il "modello francese" permettendo l'ingresso ai soli vaccinati. Una scelta che di questi tempi non poteva passare inosservata e che ha provocato le ire di migliaia di no vax e negazionisti. "Si è scatenato l'inferno", racconta Cinzia. "Sotto il post di Facebook in cui annunciavo l'iniziativa sono arrivati quasi 4 mila commenti di persone inferocite, tra riferimenti all'olocausto e minacce di morte che ho denunciato ai carabinieri di Palermo". Gli avvertimenti sono stati così espliciti che ieri la gestrice dell'enoteca è stata costretta ad assumere un addetto alla sicurezza: "Temo per la mia incolumità e anche per quella dei clienti – ammette – per questo ho voluto proteggermi".

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