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Neonato morto soffocato mentre la mamma sta partorendo: aperta un’inchiesta, disposta autopsia

Il bimbo era stato affidato alla zia, stando a quanto emerso sarebbe soffocato in casa della donna a Torino: la Procura ha aperto un’inchiesta, disposta l’autopsia.
A cura di Davide Falcioni
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Sarà un'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino a chiarire definitivamente le cause della morte di un bambino di undici mesi, deceduto martedì sera all'ospedale Maria Vittoria del capoluogo piemontese dopo aver ingoiato un boccone di cibo che gli avrebbe ostruito la trachea. La zia, che lo accudiva nell'appartamento al quinto piano di un palazzo di via Capelli, nel quartiere Parella, non è riuscita a salvarlo prima dell'arrivo dei soccorsi.

Poco prima delle 20, la donna ha contattato il 118 per dare l'allarme: "Venite in via Capelli, ho un piccolo qui con me e non respira più". I sanitari hanno raggiunto l'abitazione e per quasi mezz'ora hanno tentato di rianimare il bambino, di origini nigeriane. Il trasporto al pronto soccorso è avvenuto a bordo di un'ambulanza scortata dalle volanti della polizia. Le manovre di rianimazione sono proseguite in ospedale fino a quando è stato evidente che il piccolo non avrebbe più ripreso conoscenza.

Sarà l'autopsia a stabilire con precisione le cause del decesso e a identificare cosa il bambino abbia ingoiato. La Procura ha aperto un fascicolo affidato alla pm Antonella Barbera, che nelle prossime ore potrebbe disporre l'audizione della zia. Secondo una prima ricostruzione, la donna non sarebbe stata in grado di eseguire la manovra di Heimlich – la tecnica di compressioni addominali che in casi di soffocamento può risultare salvavita in pochi secondi – e si sarebbe accorta con ritardo di quanto stava accadendo. Nonostante il panico, è riuscita a chiamare i soccorsi. Gli inquirenti dovranno ora valutare eventuali profili di responsabilità, considerato che il nipote era affidato alle sue cure.

La vicenda presenta un ulteriore elemento di drammaticità. La madre del bambino si trovava ricoverata proprio al Maria Vittoria per complicazioni legate a una gravidanza gemellare prossima al termine. I familiari, assistiti da una psicologa, le hanno comunicato la morte del figlio. Una situazione resa ancora più difficile dalla barriera linguistica e dal fatto che, fino al pomeriggio di ieri, le forze dell'ordine non erano ancora riuscite a rintracciare il padre del bambino, presumibilmente rientrato in Nigeria.

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