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Neonata muore un’ora dopo il parto a Genova, la mamma chiede accertamenti sugli ospedali Gaslini e San Martino

Dopo la morte della figlioletta avvenuta un’ora dopo il parto, una donna di 29 anni ha presentato un esposto per chiedere accertamenti sull’ospedale San Martino e Gaslini di Genova. Il primo seguiva la donna per la sua malattia autoimmune alla tiroide, mentre il Gaslini si sarebbe occupato della gravidanza della paziente.
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Una giovane 29enne ha presentato un esposto ai carabinieri del Nas dopo la morte della figlia, avvenuta un'ora dopo il parto. I fatti risalgono al 14 maggio all'ospedale Gaslini: la gravidanza della donna non era stata semplice a causa di una patologia autoimmune alla tiroide che aveva scoperto dopo la prima gestazione. Secondo quanto ha raccontato ai carabinieri la donna, i medici dell'ospedale l'avevano rassicurata, sottolineando che con il parto cesareo, l'intubazione della piccola e un periodo di terapia intensiva, non ci sarebbero state conseguenze permanenti.

La 29enne ha raccontato che la tiroide le era stata asportata all'ospedale San Martino, dove era in cura per il morbo di Basedow e che aveva chiesto diversi consulti anche sulle possibili conseguenze delle terapie assunte sulla sua gravidanza. I medici le avevano consigliato di interromperla perché vi era il rischio che la piccola nascesse con gravi disabilità e una sofferenza al cuore.

Al Gaslini però era stata rassicurata e la 29enne aveva portato avanti la gravidanza. Il giorno successivo al decesso della neonata, i medici avrebbero effettuato un riscontro autoptico sul corpo della neonata senza avvertire la Procura.

"Non è stata effettuata segnalazione all'autorità giudiziaria – ha confermato la direzione sanitaria del Gaslini – non essendo emersi elementi tali da configurare ipotesi di reato. Si è trattato di un caso clinico estremamente raro e di elevatissima complessità preso in carico da un'équipe multidisciplinare che aveva predisposto tutte le misure assistenziali e rianimatorie ritenute appropriate al quadro". In poche parole, secondo l'ospedale, non vi era bisogno di avvisare la Procura perché non era stato riscontrato nulla di anomalo rispetto a una possibile conseguenza medica dovuta alla patologia della madre. La direzione del San Martino, dove invece la donna era stata in cura, si è dichiarata "a completa disposizione dell'autorità giudiziaria per garantire il proprio supporto agli organi inquirenti e per fare chiarezza sull'accaduto".

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