Muriel Oddenino morta alle Maldive, il papà al funerale: “Tornerò a pensare a lei viva, da bambina”

"Vent'anni fa toccavo la bara di mio fratello, ora quella di mia figlia. Da questa generazione ci si aspetta la vita, che ci passi davanti: lei non ha visto il mezzogiorno, mentre io sono alla sera. Quando questa bara uscirà, tornerò a pensare a lei viva che correva su queste strade, dove la sera non c'è molto traffico. Muriel bambina che provava ad andare in bicicletta o con i pattini a rotelle".
Lo ha detto al funerale della figlia Muriel Andrea Oddenino, il padre della biologa e assegnista di ricerca del dipartimento di Scienza della terra, dell'ambiente e della vita all'università di Genova morta insieme ad altri quattro sub, Federico Gualtieri, Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal e Gianluca Benedetti, durante un'immersione alle Maldive il 14 maggio scorso.
Nella mattinata di oggi, un folla si è radunata fuori dalla parrocchia di Santa Maria Maggiore a Poirino, nel Torinese, per partecipare alle esequie. Accanto alla sua bara bianca, con sopra un cuscino di rose, ranuncoli e tulipani, tutti bianchi, in chiesa si sono stretti i familiari, a iniziare da Andrea e Silvina, padre e madre.
A stringere le mani alla famiglia c'era il sindaco Nicholas Padalino che per oggi ha proclamato il lutto cittadino, e si sono presentanti anche esponenti della giunta comunale e delle altre istituzioni. Il funerale, iniziato alle 10, si è concluso poco fa. Le ceneri della biologa saranno sparse in mare a Finale Ligure.
Il papà della 31enne: "Penso a Muriel nella grotta, spero che con quelle ultime boccate di ossigeno si sia addormentata"
"Voglio ringraziare tutti voi che siete venuti – ha detto il papà di Muriel rivolgendosi alle persone presenti in una chiesa gremita -. Ci hanno scritto amici del paese, amici lontani che vengono dalla Liguria dove Muriel viveva, dalle autorità". Fuori dalla parrocchia un'altra folla ha assistito alla funzione religiosa attraverso degli altoparlanti.
"Noi esseri umani vogliamo rivedere vive le persone che se ne sono andate. Penso a Muriel intrappolata nella grotta, spero che con quelle ultime boccate di ossigeno si sia addormentata, che un angelo sia venuto a dirle: ‘Non aver paura, ci sono io qui con te‘, che gli ultimi rimasti lucidi si siano presi per mano", ha detto ancora.
"Gli ultimi giorni Muriel diceva: ‘Non preoccupatevi per me, preoccupatevi per voi che vivete una realtà ristretta!'. Viveva in una condizione di meraviglia, di grande pace. – ha raccontato l'uomo – Questo mondo ha bisogno di gente che sia solidale, di gente che pensi alla parola pace".
I fratelli di Muriel: "Quel mare che era il suo sogno, ora è la sua casa"
"Dirle addio significa accettare che non la vedrò più, e io non voglio. Quel mare che era il suo sogno, ora è la sua casa. Ho pensato che l'acqua salata accompagna da sempre gli esseri umani e che le lacrime sono della stessa essenza, e forse un giorno diventeranno il modo più profondo di non sentirla come assenza, ma sentirla ancora più vicina".
Al funerale di Muriel Oddenino hanno parlato anche i due fratelli, Guido e Thomas "Ora ti lascerei guidare dalle stelle – hanno concluso -, e il tuo dolce cuore batterà ancora vicino a tutti noi". Parole di cordoglio sono arrivate anche da amiche della 31enne e dalla sua maestra.
L'omelia del parroco: "Ricordiamo la gioia di vivere di Muriel senza negare le lacrime"
"I familiari vorrebbero che noi in questo momento ricordassimo la gioia di vivere di Muriel, la forza della sua giovinezza e il miracolo della sua bellezza. Senza negare le lacrime. Se, come dicono le scritture, Muriel vive, cosa continua di lei in noi?", ha detto il parroco, don Domenico Cravero, durante l'omelia.
"Muriel si è dedicata alle profondità marine per trovare evidenze empiriche del dissesto ecologico. I ghiacciai si sciolgono, anche la nostra pianura ha bisogno di studio per preservare la fertilità dei suoli, contrastare le infestanti, e lasciare alle nuove generazioni la prosperità di quello che noi abbiamo potuto godere. Noi Poirinesi siamo responsabili delle nostre terre, anche questo è memoria di Muriel", ha aggiunto ricordando l'impegno della 31enne.
"Ma Muriel è stata molto di più – ha continuato il sacerdote -. Poirino si stringe intorno al famiglia per l'inestimabile valore che ha la vita di Muriel. L'affetto si condivide, come avete fatto tutti voi venendo qui. I sub finlandesi non si sono fatti pagare le operazioni di recupero", ha detto parlando dei tre professionisti che hanno recuperato le salme senza accettare un compenso.
"Questa è anche la direzione della famiglia: dare liberamente un sostegno verso opere di carità e di cura. Solo così la disgrazia che ci fa piangere, diventa grazia di vita solidale che ci dà speranza. – ha concluso – Siamo qui in chiesa per un rito di comunione tra di noi, lei al di là, noi al di qua, in un'unica vita che ora si fa sentire e diventa ancora più chiara la regola di San Paolo: ‘Quando accetti di essere debole, è allora che diventi forte‘".