Morto in un incidente in bici Daniele Faggi: era l’amministratore dell’azienda in cui morì Luana d’Orazio

Nella mattinata di ieri, domenica 19 luglio, a Massarosa (Lucca) in un incidente in bici è morto Daniele Faggi. Aveva 67 anni ed era il titolare di fatto dell'azienda in cui è morta la giovane operaia Luana d’Orazio schiacciata in un orditoio usato per accelerare la produzione. Si stanno facendo tutti gli accertamenti del caso sulla dinamica dell'incidente avvenuto tra Faggi in bici e un'auto. Stando alle prime informazioni, Daniele Faggi, che era un grande appassionato di bici, stava effettuando una sorta di inversione con la bici senza accorgersi che dalla parte opposta stava arrivando proprio in quel momento un'auto. L'impatto è stato inevitabile e violento.
Subito è stato allertato il 112 ma purtroppo per l'uomo non c'è stato nulla da fare: è morto per le ferite riportate dall'impatto. Verrà disposta autopsia per fare tutte le verifiche sul decesso.
Daniele Faggi lavorava nell'azienda della moglie. La ditta infatti dove morì Luana d’Orazio era intestata alla moglie di Faggi, ma era il marito ad essere di fatto l'amministratore. Dopo la tragedia della giovane, l'uomo fu indagato per omicidio colposo e rimozione dolosa dei dispositivi di sicurezza. In aula di Tribunale si accertò che la macchina industriale in cui rimase incastrata la ragazza era stata manomessa per accelerare la produzione, violando però delle regole di sicurezza. Alla fine Daniele Faggi patteggiò una pena di un anno e sei mesi con la condizionale. La moglie invece, sempre con la condizionale, a due anni.
Nelle carte del gup si legge che l'azienda presso cui lavorava Luana D'Orazio avrebbe ottenuto un vantaggio economico dal manomettere l'orditoio. In particolare era stata "completamente disabilitata" la funzione di sicurezza della saracinesca, per cui l'operaia "poteva accedere alla zona pericolosa, anche in modalità automatica, senza alcuna protezione".