1 Dicembre 2021
15:11

Morte Roberto Straccia, le intercettazioni che riaprono il caso: “Non è suicidio”

Le intercettazioni tra due donne legate a un collaboratore di giustizia, secondo la famiglia di Roberto Straccia, confermerebbero che il 24enne non si è affatto suicidato ma è stato ucciso per errore in un tragico scambio di persona.
A cura di Antonio Palma

Una intercettazione, finita ora nelle mani della famiglia, potrebbe riaprire il caso di Roberto Straccia, il giovane di 24 anni scomparso da Pescara nel dicembre 2011 mentre faceva jogging e trovato morto lungo la costa pugliese nel 2012. Si tratta di intercettazioni telefoniche tra due donne legate a un collaboratore di giustizia che, secondo la famiglia del ragazzo, confermerebbero i loro sospetti e soprattutto la loro tesi, secondo la quale Roberto non si è affatto suicidato ma è stato ucciso per errore in un tragico scambio di persona. In vista del decimo anniversario della sua scomparsa e in vista della nuova udienza in tribunale a Campobasso, prevista a gennaio, del caso si occupa stasera anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” con gli interventi dei familiari del giovane.

Per la famiglia, Roberto Straccia sarebbe stato rapito per uno scambio di persona mentre faceva jogging il 14 dicembre di dieci anni fa. “Quattro Procure non sono riuscite ad archiviare il caso sulla sparizione e morte di mio figlio Roberto. La verità viene fuori a puntate, come fosse un film. Un film che deve finire", ha dichiarato Mario Straccia, il papà del giovane che non si è mai arreso nel cercare la verità sul figlio, neanche quando il caso era stato definitivamente archiviato nel giugno del 2013 dalla corte di Cassazione come suicidio o comunque morte accidentale non legata a un evento violento. I familiari avevano già fatto ricorso contro la decisione dei pm ma il giudice aveva respinto l’istanza. Il caso era rimasto così irrisolto nonostante fossero state interessate le procure di Pescara, Bari, L’Aquila e Campobasso.

Una nuova svolta è arrivata nel 2019 quando il gip ha concesso che il caso venisse riaperto per nuove indagini. Al centro le intercettazioni della fidanzata di un pentito di ’Ndrangheta di cui la famiglia è venuta conoscenza solo nell’estate scorsa ma che erano già nel fascicolo di indagine. “Dopo aver sporto querela per poter ottenere l’intercettazione risalente al 19 marzo 2013, quando la stessa era parte delle prime indagini finite con l’archiviazione del caso, ne siamo venuti a conoscenza solo a luglio scorso” ha spiegato il papà di Roberto Straccia. “Perché dopo dieci anni vengo a sapere che mio figlio è stato tenuto prigioniero per giorni mentre l’Italia intera parlava di lui ed è morto, quando poteva essere salvato?” si è chiesto Mario StracciaSecondo i parenti del 24enne, Roberto sarebbe stato vittima di uno scambio di persona perché assomigliava a un parente di un boss che viveva a Pescara e quindi rapito e ucciso.

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